Si è svolto questa mattina, nella sede comunale di Fabriano, il Tavolo del Lavoro convocato dal sindaco Daniela Ghergo, con la partecipazione dell’aassessore regionale al Lavoro Stefano Aguzzi, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni di categoria, dei sindaci e dei rappresentanti istituzionali del territorio. L’incontro ha avuto come tema centrale il rispetto degli accordi sottoscritti ai tavoli ministeriali e regionali con Fedrigoni e Beko, alla luce di segnali che destano forte preoccupazione e che richiedono un’azione immediata.
Riguardo Fedrigoni, il sindaco ha richiamato l’attenzione sulla mancata partenza dei progetti di formazione, sull’assenza di investimenti strutturali, sulla necessità di valorizzare la carta anche attraverso il possibile coinvolgimento del Poligrafico, sulla riduzione di personale negli impianti energetici, sulle voci di vendita della macchina F3 e sulla gestione del marchio. «La formazione, la ricollocazione del personale e la valorizzazione della carta sicurezza – ha dichiarato – non possono restare solo buone intenzioni. Serve intervenire subito anche sulla questione del marchio “Carta Fabriano” e fare piena chiarezza sulle voci di vendita della F3, perché decisioni di questo tipo incidono in modo diretto e profondo sulle prospettive di sviluppo».
Sul fronte Beko, le criticità riguardano la chiusura quasi totale del settore Ricerca e Sviluppo dal 25 agosto, con conseguente perdita di competenze altamente qualificate e un impatto sociale pesante legato al ricorso alla cassa integrazione. «Parliamo – ha sottolineato il sindaco – di professionalità e competenze strategiche che non possiamo permetterci di disperdere. Serve una strategia condivisa tra istituzioni, sindacati e imprese per preservare queste competenze e garantire un futuro produttivo al territorio».
Le organizzazioni sindacali hanno ribadito l’assenza di piani industriali solidi e credibili da parte delle due aziende, denunciando il mancato rispetto di impegni assunti ai tavoli istituzionali, il ridimensionamento strutturale della capacità produttiva, la gestione di asset strategici in ottica speculativa, la progressiva perdita di posti di lavoro diretti e indiretti e le ricadute pesanti che tutto questo sta già producendo sul tessuto sociale. Particolare allarme è stato espresso per lo smantellamento delle funzioni di Ricerca e Sviluppo di Beko e per il rischio concreto di spopolamento del territorio, aggravato dall’aumento della disoccupazione e dal calo generalizzato dei redditi, con conseguenze dirette sulla vita quotidiana delle famiglie, già messe a dura prova dal caro vita.
I sindacati hanno sollecitato un intervento rapido e incisivo da parte delle istituzioni, chiedendo di rendere immediatamente operativi gli strumenti già annunciati, di avviare senza ulteriori ritardi la formazione prevista, di coinvolgere anche i lavoratori somministrati nei percorsi di tutela e di accompagnare gli ammortizzatori sociali con politiche industriali concrete, per evitare che diventino solo un preludio alla dismissione e a un impoverimento irreversibile del territorio. Nelle conclusioni, il sindaco Ghergo ha sottolineato che «non si tratta di pessimismo, ma di realismo: per rilanciare il distretto serve partire da un’analisi concreta delle criticità e assicurare che gli accordi vengano rispettati. Dobbiamo fermare l’emorragia di competenze, preservare ciò che abbiamo e attrarre investitori seri. Strumenti come la Zes possono essere un’opportunità reale, ma solo se resi operativi in tempi rapidi e con risorse adeguate. Arrivare tardi significherebbe compromettere definitivamente le possibilità di rilancio».
Il indaco Daniela Ghergo e l’assessore regionale Stefano Aguzzi hanno confermato l’impegno a richiedere la riapertura, già a settembre, del tavolo ministeriale al Mimit su Fedrigoni e Beko, sottolineando l’urgenza di calendarizzare l’incontro per verificare lo stato di attuazione degli accordi e affrontare eventuali inadempienze.«Dobbiamo arrivare all’autunno – ha evidenziato il sindaco – con la formazione finalmente avviata, mirata a chi sta perdendo il lavoro e pensata per garantire una vera riqualificazione. Non possiamo permettere che le competenze di questo territorio si disperdano: la nostra priorità è trasformare la crisi in un’occasione di rilancio concreto». Il sindaco ha ribadito la necessità di una sinergia costante tra istituzioni, sindacati e associazioni di categoria, mantenendo il “patto per il territorio” come base di lavoro comune con la necessaria presenza delle istituzioni, e ha indicato l’autunno come passaggio cruciale, con l’obiettivo di arrivare alla riapertura del tavolo ministeriale già nel prossimo mese, così da segnare un avanzamento concreto nella verifica degli impegni presi.
«La Zona Economica Speciale (Zes) è un’opportunità concreta. Dopo anni di attesa, siamo riusciti a portarla nelle Marche. Può attrarre investimenti e rilanciare aree industriali in difficoltà come Fabriano. Ora serve responsabilità e concretezza» ha evidenziato l’assessore regionale al Lavoro Stefano Aguzzi questa mattina al ‘Tavolo comunale per il Lavoro’. Presente anche l’assessore Chiara Biondi. Aguzzi ha ricordato che questi incontri periodici servono a verificare il rispetto degli impegni assunti dalle aziende nei tavoli nazionali al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). «Il nostro obiettivo – ha sottolineato – è stabilizzare il territorio, garantire occupazione e tutelare la presenza industriale».
Per quanto riguarda Fedrigoni, l’assessore ha evidenziato che gli impegni presi stanno trovando concreta applicazione: l’azienda ha confermato la volontà di mantenere attività sul territorio e di riassorbire una parte significativa dei lavoratori. «La formazione prevista dall’accordo è stata richiesta ed è in fase di attivazione» ha spiegato.«Sul fronte Beko, sono in corso le uscite volontarie previste dall’accordo. Chi non aderirà potrà contare sulla cassa integrazione, così da garantire tutele a tutti i lavoratori coinvolti. Il nostro obiettivo – ha ribadito – è il reimpiego, sia in nuovi progetti sia all’interno della stessa azienda». Aguzzi ha anche ricordato la criticità legata al marchio Fedrigoni, concesso in uso a un’azienda estera. «È in corso una causa legale – ha precisato – e non possiamo entrare nel merito, ma il danno d’immagine è evidente».«In conclusione, l’assessore ha ribadito l’impegno della Regione a riaprire il tavolo Fedrigoni, richiedere al Mimit l’istituzione di un Tavolo dell’elettrodomestico per la vertenza Beko e convocare un summit con le agenzie per il lavoro, così da avere un quadro chiaro sulla situazione dei lavoratori interinali».
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