Festa della Legalità in piazza Pertini:
la Polizia incontra oltre 150 studenti

ANCONA - Giornata di chiusura per il progetto "Educhiamo Insieme alla Legalità" che ha coinvolto 5mila alunni. In piazza i cinofili, la Scientifica e i mezzi speciali. L'assessore Andreoli: «Presidio indispensabile»

L’evento in piazza

Sirene, unità cinofile, laboratori della Scientifica e oltre 150 studenti entusiasti in piazza. Piazza Pertini ha ospitato stamattina la “Festa della Legalità di fine anno scolastico”, il grande evento di piazza che ha segnato il momento conclusivo della quarta edizione del progetto “Educhiamo Insieme alla Legalità”. L’iniziativa, fortemente voluta dal Questore di Ancona Cesare Capocasa e realizzata in stretta collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche e i dirigenti scolastici del territorio, ha tracciato il bilancio di un anno straordinario, capace di coinvolgere più di 5.000 alunni delle scuole primarie e secondarie dell’intera provincia dorica.

Per i ragazzi delle scuole del capoluogo è stata l’opportunità di toccare con mano il lavoro quotidiano delle donne e degli uomini in divisa prima della pausa estiva. In piazza Pertini la Polizia di Stato ha schierato i suoi reparti di punta, trasformando la mattinata in un open day della sicurezza. Gli studenti hanno potuto osservare da vicino il Fullback della Polizia Scientifica attrezzato per i sopralluoghi sulla scena del crimine, le moto della Polizia Stradale reduci dai servizi di scorta al Giro d’Italia, le Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e i mezzi del Nucleo Artificieri. A catalizzare l’attenzione dei più giovani sono state però le simulazioni della Squadra Cinofili, con i cani specializzati nella ricerca di esplosivi e sostanze stupefacenti. Presente in piazza anche un corner informativo dei volontari della Croce Rossa Italiana, dedicato alla sensibilizzazione sulla salute e sulle manovre di primo soccorso.

Un altro scatto dell’evento

Un percorso educativo lungo un anno, focalizzato sui temi caldi del mondo giovanile e sulla prevenzione dei reati. Nel corso dei mesi, i poliziotti sono entrati nelle aule per affrontare argomenti di grande attualità: dal bullismo al cyberbullismo, dall’uso consapevole dei social network alla sicurezza in rete, fino al contrasto alla violenza di genere, all’inclusione sociale e alla prevenzione dell’abuso di alcol e droghe. Un’attività didattica supportata sul campo dai servizi di vigilanza dei Poliziotti di Quartiere e delle stesse unità cinofile davanti agli istituti negli orari di ingresso e uscita. Il percorso ha compreso tappe importanti, come gli eventi alla Mole Vanvitelliana contro la violenza sulle donne, la partecipazione al 174° Anniversario della Polizia al “Savoia-Benincasa”, il concorso “PretenDiamo Legalità” e le giornate di riflessione al Teatro Gentile di Fabriano.

All’evento di stamattina hanno preso parte la dottoressa Sabrina Sereni, in rappresentanza dell’Ufficio Scolastico Regionale, e l’assessore comunale alle Politiche educative Antonella Andreoli. L’esponente della Giunta ha espresso un sentito ringraziamento al Questore e agli agenti della questura dorica: «Questa manifestazione porta a compimento un percorso che ha toccato tutte le scuole della nostra città. Le iniziative su bullismo, cyberbullismo, truffe e violenza di genere hanno suscitato nei ragazzi grande interesse e riflessione, stimolando un dibattito che ha permesso loro di toccare con mano quanto la Polizia di Stato rappresenti un indispensabile presidio nel nostro territorio».

A chiudere la mattinata sono state le parole del Questore Cesare Capocasa, che ha rivendicato il valore sociale di questa sinergia: «Il rapporto tra la Polizia di Stato e l’istituzione scolastica rappresenta l’evoluzione contemporanea del concetto di sicurezza: non più intesa solo come repressione o controllo ma come prossimità educativa. Questo legame trasforma l’agente da figura autoritaria e distante a testimone di cittadinanza, un alleato strategico nel delicato processo di crescita degli studenti. L’obiettivo è mostrare che la divisa è un abito di servizio al bene comune: per percepire che l’agente è un punto di riferimento in caso di pericolo, al fine di creare fiducia reciproca tra giovani e istituzioni. La Polizia entra a scuola non per sorvegliare e men che mai reprimere, ma per contribuire, insieme agli insegnanti, al percorso di legalità dei ragazzi».

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