Violenza di genere, arriva il Protocollo “Zeus”
per la prevenzione dei maltrattanti
Comune e Questura di Ancona hanno siglato un Protocollo d’Intesa per la promozione di strategie condivise volte alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere. L’accordo, denominato “Zeus” con un chiaro richiamo all’autorevolezza della figura mitologica, si configura come un modello integrato di intervento interistituzionale fondato sulla stretta collaborazione tra la Questura, i Servizi sociali e l’Autorità giudiziaria.
Il protocollo stabilisce procedure operative concordate per attivare in modo tempestivo percorsi specialistici e trattamentali dedicati agli autori di condotte violente. L’obiettivo primario è rafforzare il coordinamento tra i soggetti istituzionali coinvolti per ridurre il rischio di recidiva e innalzare i livelli di sicurezza della comunità. L’iniziativa risulta perfettamente coerente con gli indirizzi normativi nazionali e regionali, ponendosi in linea con la legge n. 181 del 17 dicembre 2025 che ha istituito il reato di femminicidio, e consolidando le politiche comunali di tutela delle persone vulnerabili.
«In quanto istituzioni di prossimità, al fine di garantire risposte coordinate, tempestive ed efficaci, i Comuni svolgono un ruolo essenziale nella costruzione e nel consolidamento di reti territoriali integrate tra soggetti istituzionali, servizi sociali, servizi sanitari, autorità di pubblica sicurezza e realtà del Terzo Settore — sottolinea il Sindaco di Ancona, Daniele Silvetti —. Il Comune di Ancona, da anni impegnato nella promozione di politiche integrate di prevenzione e contrasto alla violenza di genere e nel rafforzamento della rete territoriale dei servizi, riconosce l’importanza di promuovere strumenti operativi condivisi volti a migliorare la collaborazione interistituzionale, la circolarità delle informazioni e il monitoraggio delle situazioni a rischio e in questo senso il protocollo con la Questura si configura come uno strumento di grande importanza».
Sulla stessa linea il Questore di Ancona, Cesare Capocasa, che evidenzia l’importanza dell’azione preventiva e di rete: «Esserci sempre significa soprattutto intervenire prima che le situazioni degenerino. In un momento storico in cui la violenza di genere rappresenta senza dubbio un’emergenza sociale è nostro dovere, come Polizia di Stato, Forze dell’Ordine, Magistratura, Associazioni di volontariato e di categoria e Amministrazioni locali, fare rete per accogliere e sostenere tutte le cosiddette “vittime vulnerabili”, che necessitano del nostro aiuto e della nostra presenza. Non voltiamoci dall’altra parte, ma tendiamo una mano a chi sappiamo, sentiamo o vediamo in difficoltà. Si tratta di una battaglia complessa che richiede l’impegno e il coinvolgimento di tutti: solo così l’eliminazione della violenza di genere potrà trasformarsi da ambizioso proposito a realtà concreta».
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