Aggredisce la compagna
durante l’affidamento in prova:
revocati i benefici, torna in carcere
Torna in carcere dopo aver aggredito la compagna nella loro abitazione mentre stava scontando misure alternative. La donna, medicata poi all’ospedale, è stata messa in salvo solo grazie all’intervento tempestivo dei carabinieri del Norm di Osimo. I colleghi della Stazione Agugliano, nella notte appena trascorsa, hanno tratto in arresto l’uomo in esecuzione di un decreto emesso dall’Ufficio del Tribunale di Sorveglianza di Ancona.
Un provvedimento restrittivo scaturito dall’immediata e rigorosa attività di accertamento e protezione svolta dai militari della Compagnia di Osimo a seguito del grave episodio verificatosi nelle prime ore del giorno precedente.
Intorno alle ore 2 del 10 agosto, infatti, un equipaggio del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Osimo era intervenuto d’urgenza a seguito di una violenta lite, constatando l’aggressione subita da una donna da parte del compagno convivente, il quale si trovava in uno stato di forte alterazione dovuto all’assunzione di sostanze alcoliche. La vittima, prontamente assistita dai militari, era stata accompagnata presso il Pronto soccorso dell’ospedale Inrca di Osimo, dove le erano state riscontrate lesioni personali giudicate guaribili in 2 giorni.
A seguito del rapporto redatto dai carabinieri sulla condotta dell’uomo e trasmesso con massima tempestività all’autorità giudiziaria, l’Ufficio di Sorveglianza ha disposto l’immediata revoca del regime alternativo di cui l’uomo beneficiava nell’ambito di pendenze per cumuli di pene per reati di lesioni e stupefacenti, ordinando il ripristino della custodia in carcere. I carabinieri della Stazione di Agugliano si sono attivati immediatamente per rintracciarlo, riuscendo a localizzarlo e a trarlo in arresto allo scoccare della mezzanotte dell’11 agosto. Al termine delle operazioni di fotosegnalamento e delle formalità di rito, l’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Ancona, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria mandante.
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