L’ultima volontà di don Lanfranco Casali:
«Le mie ceneri siano diamantificate»

IL SACERDOTE originario di Castelfidardo e scomparso all’età di 93 anni ad Osimo nel 2025 aveva registrato un video, reso pubblico postumo, nel quale spiegava il significato della propria scelta inserendola in una più ampia riflessione cristiana sulla materia, la morte e la risurrezione. Aveva anche espresso il desiderio che il diamante, creato in Svizzera dopo la cremazione, potesse essere collocato in un luogo sacro

Don Lanfranco Casali

Un diamante custodisce oggi la memoria di don Lanfranco Casali, stimato sacerdote della Diocesi di Fano, nato il 10 marzo 1932 a Castelfidardo e morto il 22 novembre 2025 a Osimo, all’età di 93 anni. E’ stato creato in Svizzera dalla società Algordanza specializzata nella creazione dei “Diamanti della Memoria” nel rispetto delle sue ultime volontà. Attraverso sofisticate procedure di laboratorio che riproducono le condizioni fisiche naturali, il carbonio estratto dalle ceneri del sacerdote è stato trasformato in brillante, caratterizzato da naturali sfumature blu, determinate dall’elemento chimico boro presente nel corpo umano in percentuale variabile, specifica la stessa società svizzera.

Per don Lanfranco è stata una decisione improvvisa. Nel maggio 2024 aveva registrato un video, reso pubblico postumo, nel quale spiegava il significato della propria scelta inserendola in una più ampia riflessione cristiana sulla materia, la morte e la risurrezione. Per lui, in particolare, il diamante non rappresentava un oggetto prezioso da celebrare in sé e neppure una forma di ostentazione. Era un segno.
«Da sacerdote ho sempre cercato di vivere come riflesso della luce di Cristo che è nel volto della Chiesa- spiega nel video – Nel mio testamento ho già disposto, con riferimenti liturgici e spirituali, la cremazione dei resti del mio corpo che voglio donare. Ma vorrei andare oltre: è mio desiderio che le mie ceneri siano diamantificate e che questo diamante sia posto in un luogo sacro che la Chiesa vorrà destinare a tutti quelli che decidessero in futuro per questa scelta. La luce del Signore ci attraversa. Vorrei percepirmi piccolo diamante da purificare perché più fedelmente possa riflettere l’immagine di Dio, per rilanciare il riflesso dei fiammeggiamenti raggi dell’amore di Dio». Il sacerdote più di un anno fa aveva espresso questo desiderio auspicando che il diamante potesse essere collocato in un luogo sacro individuato dalla Chiesa.

Il vescovo della diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola ha chiarito però, con una dichiarazione all’agenzia Ansa, che si è trattato di una «scelta personale del defunto sacerdote che non è stata condivisa con il vescovo né con altri», pur riconoscendo la buona fede del presbitero. Non tralasciando di celebrare le numerose opere buone compiute da don Casali durante il suo ministero, la Diocesi ha richiamato tutti all’osservanza del Magistero Ecclesiale. In particolare, è stata citata l’istruzione “Ad Resurgendum cum Christo”, che disciplina il trattamento della materia in relazione alla dottrina della fede.

 

E’ morto a 93 anni don Lanfranco Casali

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