Cisl: «Investire nell’istruzione
per dare forma al futuro.
Chiediamo un confronto stabile»

Marco Ferracuti, segretario generale della Cisl Marche
«Occorre ricostruire un patto educativo tra scuola, famiglie, istituzioni e comunità locali». Alla vigilia dell’avvio del nuovo anno la Cisl Marche ha proposto una riflessione sulla scuola dal titolo “Fare comunità per dare forma al futuro”. L’incontro, moderato da Cristiana Ilari, segretaria generale della Cisl scuola Marche, si è svolto oggi alla Mole Vanvitelliana di Ancona.
«Parlare di scuola – ha detto Marco Ferracuti, segretario generale della Cisl Marche – significa parlare del futuro che vogliamo costruire. Un futuro che non può essere semplicemente atteso, ma che richiede responsabilità, partecipazione e una forte alleanza tra istituzioni, comunità educante, mondo del lavoro e organizzazioni sociali La qualità dello sviluppo della nostra regione non si misura soltanto attraverso la ricchezza prodotta ma si misura soprattutto dalla qualità del sistema di istruzione, dalla capacità di non lasciare indietro nessuno e dalle opportunità offerte alle nuove generazioni. La scuola prepara al lavoro, ma prima ancora forma persone e cittadini consapevoli, capaci di comprendere la realtà, esercitare i propri diritti e contribuire al bene comune».

Cristiana Ilari, segretaria generale Cisl scuola Marche
La Cisl sottolinea come è fondamentale dedicare particolare attenzione alle aree interne. «Chiediamo un confronto stabile tra Regione, Ufficio scolastico regionale, autonomie scolastiche, organizzazioni sindacali, famiglie e rappresentanze degli studenti – ha aggiunto Ferracuti -. Nessuna famiglia sceglierà di vivere in un territorio privo di servizi essenziali e di scuole accessibili e di qualità. Non è sostenibile mantenere ovunque micro-scuole con offerte formative sempre più deboli, ma la risposta non può ridursi a chiusure e accorpamenti». Da qui la proposta della Cisl di sperimentare campus scolastici territoriali: «Poli moderni – conclude Ferracuti -, sicuri e ben collegati, dotati di laboratori, palestre, mense e spazi per le attività pomeridiane. Non una scuola più lontana, ma una scuola più forte, capace di diventare il centro educativo e sociale di un’intera area. La Cisl è pronta a fare la propria parte attraverso la partecipazione e la contrattazione, non per difendere l’esistente, ma per contribuire a cambiarlo. Investire nell’istruzione significa dare forma al futuro e scegliere quale comunità vogliamo essere».
Sul tema è intervenuta anche la segretaria generale della Cisl scuola Marche Cristiana Ilari: «Lavoriamo per migliorare la condizione della scuola, ringrazio i colleghi che ogni giorno con me sostengono l’onore di tutelare il personale della scuola». A presentare l’indagine, curata da Cisl scuola, Tuttoscuola e Fondazione Tarantelli, sul ruolo degli insegnanti è stata Erica Cassetta, responsabile dell’ufficio studi e ricerche Cisl scuola. «I docenti italiani sono diecimila, l’indagine si è articolata in una trentina di quesiti. Il 63% dei docenti ha più di 50 anni, i dati dicono che sono troppo agèe, predomina la componente femminile, il 40% degli insegnanti è nato al centro-sud ma solo il 26% vi lavora, il 70% ha un diploma di laurea, ci si avvicina alla professione generalmente per vocazione. Occorre rendere la professione attrattiva dal punto di vista economico e sociale».

Presente, per la Regione Marche, il vice presidente Enrico Rossi. «La rete di programmazione scolastica è una delle prime cose cui ho avuto modo di lavorare. Stiamo parlando di un sistema educativo che conta 178mila studenti, in calo del 3% nel triennio con 208 autonomie scolastiche. La denatalità ha ripercussioni importanti, ma una scuola con meno studenti non è più povera, la struttura marchigiana è molto solida» ha detto. Insieme a lui anche Gianni Russo, dirigente tecnico dell’Ufficio scolastico regionale delle Marche. «Non perdiamo di vista l’importanza dell’approccio etico rispetto ai social e all’intelligenza artificiale – ha aggiunto -. Non c’è scuola senza i docenti, senza i collaboratori. Nella progettazione delle risorse Pnrr abbiamo tenuto conto di tutte le voci».
Le conclusioni sono state affidate a Ivana Barbacci, segretaria generale Cisl scuola. «È importante che si parli di scuola, di insegnamento, di educazione: sono tanti gli interessi che interagiscono, la scuola è la più grande infrastruttura del Paese eppure facciamo fatica a far capire cosa serve – ha detto -. Gli insegnanti chiedono che sia valorizzata la loro professionalità che oggi con l’avvento dell’AI assume sempre di più una funzione culturale ed educativa. Per raggiungere l’obiettivo la contrattazione resta la via maestra e il percorso contrattuale continua: formazione, accesso alla professione, sviluppo professionale, partecipazione attraverso gli organi collegiali, sono aree di impegno contrattuale per la Cisl Scuola».

Ivana Barbacci, segretaria nazionale Cisl scuola
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