
Foto ricordo con alcuni degli ospiti della Cena della Vigilia (i profughi richiedenti asilo politico hanno il volto oscurato per motivi di sicurezza) offerta dal ristoratore Egidio Amico nel suo locale di via Marconi, con Daniele Ballanti, Patrizia Guerra e i volontari dei City Angels Ancona
Daniel ha 40 anni e fino a poche settimane fa viveva in strada ad Ancona con la moglie e i tre figli ancora bambini. E’ pakistano e cattolico. Per motivi religiosi è stato torturato e la sua famiglia perseguitata dagli estremisti islamici nel proprio Paese d’origine da dove, 4 anni fa, insieme ai suoi cari, è riuscito a fuggire per raggiungere l’Italia. Ad Ancona ha trovato un lavoro e un alloggio. Abdul invece dorme ancora sotto le stelle, al Passetto. Attende di ottenere lo status di rifugiato politico ma la burocrazia è una brutta bestia che si perde nei meandri delle lungaggini. Questo 35enne, che porta anche lui sulla pelle i segni dei traumi subiti, trascorre le giornate sperando di restare in Italia, di poter avere uno stipendio, una casa, perché non si considera un barbone. Anche lui è stato picchiato e ferito con armi da fuoco in Pakistan. E poi c’è Elena che ha lasciato la Romania dopo la morte dei suoi genitori. Ha lavorato come badante per anni in Sicilia poi è approdata nelle Marche con una storia di anoressia, una gioia antica negli occhi e tanta voglia di ricominciare. Per perdersi e trasformarsi in una clochard è bastato poco, i City Angels di Ancona le hanno teso la mano: grazie al Comune le è stato offerto un tetto, ma anche cure mediche e sostegno psicologico. Daniel, Abdul e Elena sono nomi di fantasia di uomini e donne ‘invisibili’, con esistenze difficili, che abitano il capoluogo di regione.

Patrizia Guerra, presidente dei City Angels Ancona, ieri sera vestita dagli ospiti pakistani con gli abiti della regina che nella tradizione del loro Paese rappresenta la ‘salvatrice di tutte le anime’
Alcuni di loro ieri sera sono stati ospiti della cena della vigilia offerta dal ristoratore Egidio Amico, titolare della Pizzeria SePoFa di via Marconi. Una serata speciale, improntata ai valori di umanità e condivisione per una tavolata di una quarantina di commensali, 25 dei quali richiedenti asilo e senza fissa dimora per lo più di nazionalità pakistana e rumena, serviti a tavola da camerieri improvvisati tra i volontari delle due associazioni. Tra loro c’erano anche Patrizia Guerra, coordinatrice dei City Angels Ancona e Daniele Ballanti, presidente dell’Associazione culturale Ankon nostra e ideatore del cenone. Tutti si sono messi a disposizione, identificabili solo con un cartellino con il proprio nome di battesimo, per creare un clima egualitario, di festa e di amicizia.
«E’ stata una bellissima conviviale e il nostro primo ringraziamento va al grande cuore di Egidio che ha sfornato pizze buonissime per tutti e ci ha ospitato nel suo locale come dono di Natale – racconta Patrizia Guerra – Prima di iniziare a mangiare insieme abbiamo recitato le preghiere di tre diverse religioni: cattolica, ortodossa e musulmana. L’obiettivo della serata non era certo quello farsi belli ma semmai quello di stare insieme in questo giorno importante, di sensibilizzare le istituzioni affinché questi ragazzi trovino un luogo accogliente in cui vivere. Non si può dormire al freddo e al gelo. Il nostro obiettivo è quello di rendere l’’invisibile’ visibile e abbiamo tanta fiducia che grazie a tante azioni si realizzi davvero. La nostra associazione viene sostenuta dalla generosità di donatori, dall’aiuto di benefattori, possiamo contare sul sostegno delle istituzioni che lavorano molto, nonostante la difficoltà e i tempi dilatati della burocrazia».
Attraverso il loro progetto i City Angels cercano di regalare una seconda chance a chi la strada l’ha scelta e soprattutto chi ci è finito non per sua volontà. Distribuiscono coperte, abiti, medicine ai tanti emarginati senza nome che abitano nei vicoli della città, che dormono anche in auto, e che per dignità si vergognano di chiedere. «Lo facciamo cercando innanzitutto di instaurare un dialogo di amicizia per superare la loro diffidenza. – ricorda Patrizia Guerra – Dall’inizio della nostra attività abbiamo contattato un centinaio di senzatetto ad Ancona. Negli ultimi 3 mesi, 35 richiedenti asilo hanno finalmente ottenuto il visto, alcuni anche un lavoro e una casa, perché nessuno di loro vuole vivere di assistenza. Uno è anche diventato volontario dei City Angels una volta regolarizzato con i documenti. Un bel regalo da parte sua, un segno di grande rispetto reciproco».
(Redazione CA)
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