Il Pci: «I ripensamenti del sindaco
sul banchinamento del ‘Clementino’?
Che non siano solo di facciata»

ANCONA - A dirlo è la segretaria della sezione Tina Modotti, Roberta Coletta. Forte invece è la condanna all'ordinanza anti-bivacco.

di Antonio Bomba

Il Partito Comunista Italiano approva le dichiarazioni del sindaco di Ancona Daniele Silvetti, il quale ha ribadito che al Molo Clementino non verrà reso esecutivo alcun progetto di banchinamento per le grandi navi da crociera.

La scelta è stata confermata in settimana dal primo cittadino in due differenti occasioni: la prima quando ha ricevuto nel suo ufficio il comitato Porto-Città. La seconda alcuni giorni dopo, al convegno internazionale su Luigi Vanvitelli tenuto proprio alla Mole. Il Pci, come detto, accoglie favorevolmente questo «ripensamento critico», sperando che «non sia solo di facciata» e che tal posizione venga fatta valere anche nei ministeri.

Forte è invece la contrarietà all’ordinanza anti-bivacco e alla maniera ‘di mera immagine celebrativa’ a cui è stata ridotta secondo loro la Festa del Mare.

Tutti questi concetti e le relative considerazioni portano la firma di Roberta Coletta, segretaria della sezione dorica del partito, intitolata a Tina Modotti. «Il Pci si è sempre opposto – inizia così il comunicato stampa – al progetto della costruzione di una banchina grandi navi al Porto di Ancona, a ridosso degli archi storici Clementino e Traiano. Una ‘grande opera’ per l’attracco di grandi navi da crociera, frettolosamente approvata dalla vecchia Amministrazione senza alcuna considerazione, oltre che dell’identità culturale della città, delle ricadute ambientali, sul traffico, la salute dei lavoratori e dei cittadini, e le stesse prospettive di sviluppo economico del territorio, le quali non possono essere sacrificate ad un turismo mordi e fuggi per la città. E senza alcun ascolto – prosegue il messaggio – per le obiezioni argomentate dei Centri territoriali di partecipazione, e le preoccupazioni delle Associazioni ambientaliste e di tanti cittadini e cittadine».

Al centro Roberta Coletta durante un comizio tenuto a primavera scorsa per sostenere la candidatura a sindaco di Francesco Rubini

Coletta prosegue con il secondo punto che poi è il fulcro dell’intera missiva: «Ben vengano dunque ripensamenti critici, purché le affermazioni attribuite all’attuale Sindaco non siano voci al vento, ma si traducano in interventi conseguenti sull’Autorità portuale e sul Governo. Il Porto antico va salvaguardato, anche ai fini di valorizzazione turistica e per un più stretto collegamento con la città. E vanno garantiti senza sovrapposizioni gli spazi di presenza e sviluppo della cantieristica». E ancora «Ben vengano dunque ripensamenti critici – la ripetizione del concetto da parte della segretaria della locale sezione del Pci è evidentemente voluta -, purché le affermazioni che avrebbe esternato l’attuale Sindaco alla cerimonia di apertura del convegno internazionale sul Vanvitelli non siano voci al vento, ma si traducano in interventi conseguenti rivolti all’Autorità portuale ed al Governo».

Le rassicurazioni che Silvetti aveva fatto al Comitato cittadino non erano terminate però con la sola promessa di non banchinare il molo Clementino. E infatti il comunicato prosegue con Coletta che auspica che: «Analogamente, ci aspettiamo che la promessa del Sindaco, manifestata al Comitato Porto-Città, circa la necessità dell’installazione in zona portuale di una centralina per il rilevamento degli inquinanti atmosferici, abbia seguito, coinvolgendo sulla tematica oltre che l’Arpam, anche la Regione Marche, il cui perdurante silenzio in merito a temi di così grande rilevanza non è accettabile».

E per chiudere su questo tema «per il PCI risulta primaria l’esigenza della salvaguardia del Porto antico, anche ai fini di valorizzazione turistica e per un più stretto collegamento con la città. E vanno garantiti senza sovrapposizioni gli spazi di presenza e sviluppo della cantieristica».

Infine le ultime due considerazioni, riservate all’ordinanza antibivacco, la quale secondo loro sarebbe stata poco rispettosa della storia cittadina e alla Festa del Mare, ridotta, sempre secondo Roberta Coletta stessa e il Partito Comunista Italiano, a una sorta di propaganda: «In ultimo, vogliamo precisare che l’identità della città non va ridotta a mera immagine celebrativa, come nei giorni scorsi è stato fatto con un eccesso di sbandieramento di fuochi artificiali e volgare campagna anti-clochard. L’identità di una città di mare come Ancona e del suo porto si difende e valorizza rispettandone la tradizione di apertura e di accoglienza, e non chiudendosi, assumendo provvedimenti sociali all’altezza delle necessità e non ostentando disprezzo – è la conclusione di Coletta – delle culture ‘altre’ e colpevolizzando e punendo la povertà».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page

X