«L’ormai prossima apertura del grande centro logistico Amazon nell’area della Coppetella – seppur formalmente ricadente nel Comune di Jesi – rappresenta un evento di portata enorme per tutto il territorio della bassa Vallesina. È evidente a tutti come l’impatto sul traffico, sull’inquinamento e sulla salute dei cittadini ricadrà inevitabilmente anche su Chiaravalle». Preoccupazioni espresse dal gruppo di maggioranza ‘Chiaravalle Domani’ che ricorda come «da anni i Comuni, insieme al Comitato Coppetella, hanno chiesto alla Regione risposte chiare e piani concreti su come gestire i flussi di traffico collegati a un insediamento di tali dimensioni. La Regione, tuttavia, non ha saputo governare questo processo e oggi, a poche settimane dalle elezioni, tenta di scaricare sui territori e in particolare su Chiaravalle il peso delle loro scelte mancate. Il recente comunicato dell’amministrazione regionale uscente, che rilancia il progetto del cosiddetto “casello Ancona Centro”, appare come un tentativo di coprire con annunci altisonanti quattro anni di immobilismo. L’area ex-Mariotti, individuata come luogo di realizzazione di una stazione di servizio e di un parcheggio scambiatore ad uso pubblico di circa 3.000 mq, rischia di diventare l’ennesima “scusa” per spostare il dibattito senza affrontare il vero nodo: l’assenza di una qualsiasi idea e/o strategia politica regionale riguardo al governo dei flussi di traffico della bassa Vallesina, come pure di un piano complessivo e condiviso per la viabilità».
Chiaravalle Domani non usa giri di parole per specificare che «il Comune di Chiaravalle non accetta che i cittadini vengano lasciati soli a subire le conseguenze di decisioni prese altrove. La nostra Amministrazione è vicina ai chiaravallesi, sostiene le battaglie del Comitato Coppetella e mette al centro la salvaguardia della salute e della serenità delle famiglie. Ribadiamo con forza che l’attore principale, l’unico realmente in grado di governare la complessità di questa partita, è la Regione Marche, la quale deve predisporre un piano di interventi concreti, basati non su slogan o promesse elettorali, ma su studi tecnici rigorosi capaci di coniugare sviluppo e tutela della qualità della vita. Chiaravalle farà la sua parte, come sempre. Ma non permetteremo che la responsabilità di un’operazione di questa portata venga scaricata sui Comuni, che non dispongono né delle competenze né delle risorse necessarie per gestire da soli una trasformazione infrastrutturale di scala regionale» conclude ‘Chiaravalle Domani’.
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