
“Ritratto di vecchio ignoto”, conosciuta dagli osimani come “Testa di vecchio”, la scultura in marmo, reperto di pregio della sezione archeologica del Museo civico di Osimo
Osimo sbarca a Bruxelles con il pezzo più pregiato del suo Museo archeologico. Venerdì 6 febbraio la scultura denominata “Ritratto di vecchio ignoto”, conosciuta dagli osimani come “Testa di vecchio”, partirà per il Belgio, per impreziosire una mostra dal titolo “Bellezza e Bruttezza. L’ideale, il reale, il grottesco nel Rinascimento”. Non è la prima volta che la scultura in marmo lascia la città dei ‘senzatesta’. L’allestimento si terrà dal 20 febbraio al 14 giugno 2026 su richiesta del Bozar Center for Fine Arts, e la stessa mostra, con esposta la scultura osimana, si trasferirà poi a Milano nel museo di piazza Scala, sede delle Gallerie d’Italia, dal 9 luglio al 18 ottobre. Il trasferimento è stato autorizzato dalla Soprintendenza che ha fatto rimuovere il piedistallo sul quale poggiava la scultura per svolgere nei mesi scorsi dei delicati lavori di restauro, dai quali sono emerse anche tracce di colore, una scoperta molto rilevante visto che il pezzo, in marmo, risale al I° sec. a.C..
Da tanti storici dell’arte, il “Ritratto di Vecchio” di proprietà del Comune di Osimo, il cui autore è ignoto, è ritenuto tra le 10 più belle teste al Mondo d’epoca romana e non a caso è citata in numerosissime ricerche e studi di settore. La scultura, che fino a circa 15 anni fa si trovava nell’ufficio del sindaco a Palazzo Comunale, era stata poi spostata al Museo Archeologico di Palazzo Campana dopo due furti avvenuti nel Lapidarium del Municipio. L’inagibilità dell’ala del Campana che ospitava il Museo civico e l’Archeologico, sopraggiunta in seguito al sisma 2016, ha spinto il Comune a spostare tutti i reperti e le opere in un deposito al sicuro nella prima periferia della città.
Una volta che l’Istituto Campana avrà terminato i lavori di recupero post sisma dell’ala attualmente cantierata, l’amministrazione comunale conta di avviare una nuova convenzione per poter riaprire al pubblico il Museo Civico e il Museo Archeologico, valorizzando opere e sculture prestigiose, come appunto il “Ritratto di vecchio ignoto”.
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