Avviato l’iter per il restauro e il consolidamento della chiesa di San Domenico di Ancona, che si affaccia su piazza del Plebiscito, danneggiata dagli eventi sismici del novembre 2022. Con una delibera del 12 febbraio, la Giunta comunale ha approvato lo schema di accordo istituzionale con il Provveditorato alle Opere Pubbliche Toscana-Marche-Umbria, che fungerà da stazione appaltante e soggetto attuatore dell’intervento, mentre il Comune garantirà supporto tecnico e amministrativo. L’esecutivo ha inoltre ritenuto meritevole di approvazione preliminare il progetto di fattibilità tecnico economica dell’intervento di restauro e consolidamento della chiesa, trasmesso dal Provveditorato, che rientra nel programma statale di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale finanziato dalla legge 190/2014. L’importo dei lavori destinato all’intervento dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ammonta a un totale complessivo di 2.810.000 euro, con risorse distribuite nel bilancio su più annualità a partire dal 2023, e includono progettazione, spese tecniche e oneri accessori. La durata prevista del cantiere una volta partito, è stata stimata in circa 16 mesi, pari a 487 giorni consecutivi.

La chiesa di San Domenico di Ancona chiusa dopo il sisma del 2022 e poi riaperta ai fedeli nel 2023 (archivio)
La chiesa che svetta nel rione San Pietro, risale al XIII secolo. L’aspetto attuale è però il risultato di numerosi interventi e trasformazioni avvenuti nel tempo. Nel Novecento l’edificio ha subito diversi danni dopo il terremoto del 1930 che rese necessario il rinforzo della facciata con un telaio in cemento armato, mentre i bombardamenti del 1943-44 distrussero le coperture. Nel dopoguerra furono ricostruiti archi e tetti, alleggerite alcune volte e sistemata l’area dell’abside con la demolizione di edifici adiacenti danneggiati. Altri interventi furono effettuati dopo il sisma del 1972 e, tra il 1997 e il 2004, con lavori diffusi di manutenzione e restauro come il rinforzo delle coperture lignee, l’impermeabilizzazione del tetto, l’inserimento di tiranti e capriate, il rifacimento del manto e restauro della facciata finanziato con fondi del Giubileo, oltre al consolidamento del campanile. Tra il 2018 e il 2024 sono state messe in campo soprattutto opere preventive di messa in sicurezza come i cerchiaggi delle strutture.
Il progetto preliminare di restauro comprende – come si legge nella relazione allegato all’atto – indagini storiche e strutturali, analisi di vulnerabilità sismica, elaborati grafici, piano di sicurezza e cronoprogramma, ed è già stato valutato positivamente dalla Soprintendenza con alcune prescrizioni. Oltre alla riparazione strutturale, l’intervento che copre una superficie di circa 3.500 mq distribuiti tra piano interrato, terra, mezzanino, primo piano e sottotetto, punta alla tutela e valorizzazione di uno degli edifici più rilevanti dal punto di vista storico e culturale della città, sia per l’architettura sia per le opere d’arte conservate, come L’Annunciazione di Guercino e la copia della Crocifissione di Tiziano. In sintesi l’intero recupero conservativo della chiesa di San Domenico riguarderà il restauro delle superfici decorate, la pulitura della facciata in pietra d’Istria e il recupero di elementi artistici e architettonici, senza modificare l’aspetto originario dell’edificio. Le opere strutturali prevedono invece il rinforzo delle volte, il consolidamento delle murature con tecniche tradizionali, il ripristino del calcestruzzo degradato e la messa in sicurezza di scale e controsoffitti.
(m.p.c.)
Programma Lavori Pubblici 2026–2028: manutenzioni per 8 milioni e nuove opere per 4 milioni di euro
Completata una parte dei lavori, la chiesa di San Domenico torna parzialmente agibile ai fedeli
La Crocifissione del Tiziano ha lasciato San Domenico Per riaprire la chiesa servono 1,2 milioni
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati