Tartaruga ferita, spiaggiata a Cesano:
salvata e affidata alla Fondazione Cetacea

SENIGALLIA - La Caretta Caretta presentava condizioni critiche: era infilzata da un grosso amo da pesca ed era rimasta aggrovigliata nel filo della lenza che le impediva di nuotare

La tartaruga ferita salvata a Cesano

Ritrovata sull’arenile di Cesano una giovane tartaruga Caretta Caretta, spiaggiata molto probabilmente a causa della recente mareggiata.

L’animale, in difficoltà, è stato recuperato e trasferito al Centro di recupero tartarughe marine, gestito dalla Fondazione Cetacea a Riccione, dove riceverà le cure necessarie in vista del successivo rilascio in mare. La tartaruga presentava condizioni critiche: era infilzata da un grosso amo da pesca ed era rimasta aggrovigliata nel filo della lenza, che le impediva di nuotare.

L’amo rimosso dopo il salvataggio

Determinante l’intervento di Michela Silvestrelli. Nel tardo pomeriggio di mercoledì, mentre passeggiava sulla spiaggia, ha prontamente allertato il 1530, numero per le emergenze in mare. Sul posto è intervenuto il comandante dell’Ufficio locale marittimo di Senigallia, Salvatore Valente, che ha preso in custodia l’animale e attivato la rete di soccorso in collaborazione con la Fondazione Cetacea. È così partita una staffetta di volontari per il trasporto verso Riccione.

A Senigallia sono coinvolti anche i soci dell’associazione Cimasub: il presidente, Giancarlo Pinzi, ha trasferito la tartaruga fino a Fano, dove il volontario, Bruno Tamburini, ha proseguito il viaggio fino alla consegna al centro di recupero. Qui Valeria Angelini, biologa della Fondazione, ha immediatamente avviato le cure.

Il filo delle lenza attorcigliato

Durante l’estate scorsa, i volontari senigalliesi hanno contribuito al recupero di diverse tartarughe lungo il litorale. Cinque di queste sono state liberate in mare lo scorso settembre proprio a Senigallia, con il supporto di alcuni diportisti locali.

Per sensibilizzare la cittadinanza, l’associazione Cimasub organizza, il 29 maggio, un incontro presso il Club Nautico di Senigallia, in collaborazione con la Fondazione Cetacea, durante il quale verranno illustrate anche le corrette procedure da seguire in caso di ritrovamento di animali in difficoltà.

Le condizioni in cui è stata trovata

«Questa iniziativa si inserisce in una più ampia strategia di riattivazione della Rete di Recupero Tartarughe Marine della Regione Marche – spiega il presidente del Cima Sub – di cui la sensibilizzazione della popolazione e la creazione di volontari formati sul primo soccorso di questi animali sono elementi chiave».

sa. mar.

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