Anci giovani, Battino a Napoli:
il “modello Ancona” tra recupero
e innovazione urbana

ANCONA - incontro tra amministratori under 35, confronto nazionale su riuso edifici pubblici, servizi per nuove generazioni, innovazione territoriale. intervento su laboratori musicali, aule studio, coinvolgimento comunitario, strumenti valutativi generazionali

Marco Battino a Napoli

Marco Battino, assessore alle politiche giovanili del Comune di Ancona, ha portato la città dorica al centro del confronto nazionale ad Anci giovani, a Napoli, tra rigenerazione urbana e futuro delle nuove generazioni. L’appuntamento ha riunito amministratori under 35 provenienti da tutta Italia, in una due giorni dedicata al ruolo delle città nei processi di cambiamento e innovazione sociale. Il confronto ha messo al centro esperienze e pratiche legate alla trasformazione dei territori e al rapporto tra spazi pubblici e nuove generazioni. Battino, intervenuto nel panel “Radici e futuro: ripensare gli spazi urbani, valorizzare il patrimonio materiale ed immateriale, promuovere i territori”, ha portato l’esperienza del Comune di Ancona.

Nel suo intervento ha sottolineato come la città stia cambiando impostazione nel rapporto con la popolazione studentesca: «Ancona sta vivendo una trasformazione profonda, passando dall’essere una città che ospita un’università a una vera e propria città universitaria». Al centro della strategia, ha spiegato, il recupero di immobili pubblici inutilizzati e la loro riconversione in servizi per la collettività. Tra gli interventi già avviati figurano la trasformazione dell’immobile di via Flavia in hub musicale e la realizzazione di nuovi spazi di studio e socialità, oltre alla futura apertura dell’ex Cobianchi in piazza Roma come aula studio.

«Portare i 18.000 studenti universitari a vivere il centro cittadino e le periferie consente di generare un impatto economico, culturale e sociale sulla città», ha aggiunto Battino, sottolineando il valore della presenza giovanile nei processi di rigenerazione urbana.

La riflessione finale ha riguardato il metodo di lavoro e il coinvolgimento diretto delle nuove generazioni. «È necessario uscire dalla propria zona di comfort e adottare strumenti innovativi come la valutazione di impatto generazionale, coinvolgendo i giovani e il mondo del volontariato per intercettare bisogni reali», ha concluso, indicando la costruzione di una comunità partecipata come obiettivo del percorso amministrativo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page




X