di Gino Bove
«Ci sono decine di persone che dovrebbero essere ricoverate e restano parcheggiate su una barella in pronto soccorso». È la denuncia netta di Valeria Mancinelli, Capogruppo del Pd Marche, che riporta l’attenzione su una criticità che va oltre i tempi di attesa e riguarda direttamente la tenuta del sistema sanitario.
Secondo Mancinelli, il problema non è solo quello dei pazienti in attesa di visita, ma di chi ha già ricevuto una diagnosi e dovrebbe essere trasferito in reparto. «Parliamo di persone per cui un medico ha certificato la necessità di ricovero e che restano lì perché i reparti non riescono ad accoglierle». Una situazione che si ripeterebbe ogni giorno, in particolare a Torrette ma anche a Jesi e in altre strutture. «Non è un problema del pronto soccorso, ma del sistema che non riesce a garantire i posti letto necessari», sottolinea, ricordando anche come a Torrette risultino attivati meno posti letto di quelli autorizzati. E porta un esempio concreto: «Un uomo mi ha raccontato di avere la madre di 85 anni in quella situazione, senza neanche poter verificare come stesse».
Dall’altra parte, l’assessore regionale alla sanità Paolo Calcinaro invita a leggere il fenomeno in un quadro più ampio: «La situazione dei pronto soccorso non è allarmante solo nelle Marche e non nasce oggi». La linea della Regione punta su interventi strutturali, a partire dal rafforzamento della sanità territoriale: «Invertire il trend richiede tempo, con le case di comunità e nuove assunzioni». Nel breve periodo, però, l’obiettivo è contenere il cosiddetto “boarding”, cioè la permanenza dei pazienti sulle barelle: «Possiamo intervenire con posti di degenza temporanei e con gli ospedali di comunità che apriremo nei prossimi due o tre mesi». Sul punto indicato anche dall’opposizione, Calcinaro conferma la necessità di una soluzione concreta a Torrette: «Serve una “admission room” importante, con almeno 20 posti, per sgravare chi resta in attesa di ricovero». Un intervento che però richiede risorse: «Non è semplice, servono infermieri per garantire l’assistenza h24. Stiamo lavorando per trovarle nei prossimi mesi».
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