Roberto Catalini sulla Nave della salute:
«Infarti e colesterolo sottovalutati,
da noi 714 screening in un anno»

SALUTE - Il primario della Medicina dell'ospedale di Macerata tra i 17 medici a bordo del traghetto Ancona-Durazzo che effettua visite gratuite: «Cattive abitudini e pochi controlli. Qui ci siamo concentrati sugli autotrasportatori di 50-55 anni, persone che spesso non avevano mai fatto un ecocolordoppler

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Roberto Catalini

C’era anche Roberto Catalini, primario di Medicina dell’ospedale di Macerata, tra i medici che hanno prestato la loro professionalità a bordo della “Nave della salute”, il traghetto trasformato in ambulatorio salpato ad Ancona per arrivare a Durazzo, in Albania, e prestare visite e screening gratuiti.

La terza edizione della iniziativa promossa da One Health Foundation insieme ad Adria Ferries, ha portato a bordo 17 medici e 10 ambulatori: Catalini era uno di questi. «Iniziative come questa sono importanti anche per sensibilizzare i più giovani – ha detto Catalini ad Adnkronosil processo che può portare a infarto o ictus dopo i 50-60 anni spesso inizia già intorno ai 20, anche per fattori genetici. Il problema è che il colesterolo alto non dà sintomi, e quindi resta invisibile per anni, e tra i giovani non è percepito come un pericolo. Diventa quindi essenziale intervenire soprattutto tra le nuove generazioni, sempre più esposte a cattive abitudini: consumo di cibo ultraprocessato, bevande zuccherate, sedentarietà e aumento di sovrappeso e obesità. Tutti fattori che avranno un impatto sulla salute in età adulta».

Sulla Nave della salute un’attenzione particolare «è stata rivolta a una categoria spesso trascurata: gli autotrasportatori, uomini con un’età media tra i 50 e i 55 anni che viaggiano regolarmente tra Italia e Albania – spiega Catalini – dai controlli effettuati lo scorso anno e in questa edizione, è emerso un dato significativo: molti di loro non avevano mai eseguito un ecocolordoppler, un esame semplice, ma fondamentale che consente di aprire una finestra sul sistema vascolare. Questo tipo di indagine permette di verificare se fattori di rischio come colesterolo alto, ipertensione, fumo e diabete abbiano già causato danni alla circolazione. Il problema è che patologie come l’aterosclerosi si sviluppano lentamente e in modo silenzioso: quando compaiono i sintomi, spesso il danno è già avanzato».

Solo lo scorso anno, ha ricordato Catalini, «a Macerata sono stati eseguiti 714 screening, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione su patologie ancora troppo spesso sottovalutate. Persistono infatti convinzioni errate, come l’idea che il colesterolo alto sia un problema normale o inevitabile perché presente in famiglia. In realtà, quando si manifestano le malattie, le conseguenze possono essere molto serie».

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