Macché domiciliari:
le uscite “fuori programma”
gli aprono le porte del carcere

CAMERANO - I militari dell'Arma eseguono il decreto dell'Ufficio di Sorveglianza. L'uomo deve scontare una pena residua per oltraggio, guida in stato di ebbrezza e porto abusivo di armi

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Ha scambiato la detenzione domiciliare per una libertà che non possedeva, accumulando una serie di violazioni che gli sono costate il ritorno dietro le sbarre. I Carabinieri della Stazione di Camerano hanno arrestato un uomo di sessantotto anni del posto, eseguendo un provvedimento restrittivo emesso dall’Ufficio di Sorveglianza di Ancona. La misura si è resa necessaria a causa delle frequenti segnalazioni dei militari, che in più occasioni hanno riscontrato l’assenza del sessantottenne dalla propria abitazione, dove si trovava confinato dall’inizio dell’anno.

Il pensionato deve ora saldare un conto con la giustizia di otto mesi e venticinque giorni di reclusione, il periodo residuo di una serie di condanne diventate definitive. Il suo curriculum criminale era iniziato nell’ottobre del duemiladiciassette ad Ancona, quando era stato fermato per guida in stato di ebbrezza, oltraggio a pubblico ufficiale e porto abusivo di armi o oggetti atti a offendere. Proprio l’incapacità di rispettare le restrizioni imposte dai giudici ha spinto l’Ufficio di Sorveglianza a revocare ogni beneficio, trasformando la detenzione domiciliare in un vero e proprio internamento. Subito dopo l’arresto, l’uomo è stato accompagnato al carcere di Ancona, dove dovrà ora scontare la sua pena tra le mura della struttura di Montacuto.

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