Ancona al voto nel 2028:
si apre il dialogo nel campo largo
ma Rubini per ora si sfila
Si sono incontrati e hanno verificato la loro disponibilità «ad intraprendere un percorso condiviso che conduca ad un alternativa di valore, innovativa e coraggiosa per il governo della città nel 2028» quando gli anconetani torneranno alle urne per scegliere il nuovo sindaco e rinnovare il Consiglio comunale. Prove tecniche di dialogo ieri sera tra gli esponenti del Partito Democratico Ancona, Diamoci del Noi, Europa Verde – Verdi + Europa, Partito Socialista, Italia Viva Sinistra Italiana, Movimento 5 Stelle e Movimento dei Popolari. Mancava solo Francesco Rubini, capogruppo consiliare e e leader fondatore di Altra Idea di Città. Con una nota anche l’Associazione Progetto Marche Vive che in Consiglio comunale è rappresentata da Massimo mandarano e in Consiglio regionale esprime i consiglieri Michele Caporossi e Massimo Seri, «ha comunicato il suo interesse al confronto. L’incontro è stato positivo e rappresenta il primo passo per avviare un proficuo lavoro programmatico» è stato l’esito finale dell’incontro affidato a uno stringato comunicato in serata.
Francesco Rubini ha invece spiegato i motivi del suo no, facendo «sommessamente presente due fatti recentemente accaduti in questa città: l’ex segretario regionale di Azione Tommaso Fagioli, consigliere comunale ad Ancona eletto con il centrosinistra, è stato nominato presidente dell’Erap Marche da Acquaroli e la consigliera comunale entrata al suo posto è passata direttamente tra i banchi della maggioranza di centrodestra; Massimo Mandarano, ex Italia Viva ora aderente a Marche Vive del consigliere regionale Caporossi (anche lui eletto con il centrosinistra di Ricci) , pur dai banchi dell’opposizione, giovedì scorso, differenziandosi dai restanti gruppi del Campo Largo e delle altre minoranza, ha votato in aula la privatizzazione di fatto di Conerobus proposta e sostenuta dal centrodestra. Forse è il caso che chi invoca l’alternativa alle destre inizi a chiarirsi con i suoi alleati o definiti tali». Si è trattato comunque di un primo approccio politico che non può che riservare sviluppi.
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