Nuovo Prg, ok dell’aula
al progetto preliminare di variante:
niente più fabbriche nelle frazioni
«Cambia il Piano Regolatore: niente più fabbriche nelle frazioni. Una “piccola” vittoria del Comitato e della società civile. L’assessore solo. Il sindaco c’era?» A domandarselo in un comunicato è il consigliere comunale d’opposizione Lorenzo Armezzani (Fabriano Progressista). Dopo un lunghissimo iter procedimentale, il Consiglio comunale ieri pomeriggio ha compiuto un altro passo importante verso l’adozione della variante del Piano Regolatore di Fabriano, approvando il Progetto Preliminare di Variante. Da oggi scattano i termini di 60 giorni per permettere ai cittadini di produrre osservazioni, sollevare eccezioni eccetera. «Purtroppo la data non è felice perché in questo modo il termine scadrà proprio a ridosso di Ferragosto: abbiamo chiesto all’Amministrazione il massimo impegno per dare visibilità alla variante e fare in modo che l’informazione arrivi a tutti: anche questa nostra nota serve a questo scopo e l’assessore ha affermato che si occuperà di coinvolgere fin da subito gli ordini professionali, poi i rappresentanti delle attività produttive e così via.- fa osservare Armezzani – Assessore che bisogna dirlo, è stato lasciato molto solo in questo progetto così importante: rivediamo come sono andate le cose. Il primo momento ufficiale quando si parla di variante del Piano Regolatore è il 28 giugno 2024 durante il Consiglio comunale aperto sulla transizione energetica, voluto da una serie di associazioni ambientaliste fra le quali il neo costituito comitato “Ecologico sì ecomostro no”. In quella sede, la maggioranza era corsa ai ripari annunciando l’approvazione di un argomento di Giunta giusto qualche giorno prima».
Il consigliere Armezzani ricorda quindi che da qui «inizia quindi il procedimento: il primo passo arriva in Consiglio il 27 maggio dell’anno dopo ma la maggioranza non è ancora pronta e, davanti a uno stupito e contrariato Vergnetta, la maggioranza decide di spostare la votazione ad altra seduta. Siamo nel maggio 2025: il procedimento va a rilento, senz’altro perché è complesso ma anche perché la maggioranza è abbastanza disinteressata. Noi facciamo un’interpellanza e un paio di comunicazioni per chiedere all’assessore a che punto stiamo. Sembra che interessi solo a noi. Quindi dopo due anni, arriviamo al voto di ieri, il 16 giugno 2026. Vergnetta ieri ha detto che è un atto importante del programma elettorale: purtroppo è rimasto solo a pensarlo. Due consiglieri di maggioranza, Anibaldi e Sagramola si astengono. Paladini avrebbe potuto portare a casa almeno questo atto e invece si è dimesso prima. Il sindaco in due anni non ha detto mai una parola, c’è da chiedersi se Daniela Ghergo si sia accorta di quello che abbiamo approvato ieri in Consiglio. In realtà è difficile dire anche se fosse in aula durante la discussione».
Il consigliere di minoranza fa notare che «gli unici che hanno detto parole di sostegno, seppur critiche, siamo stati noi di Fabriano Progressista. Non potevamo aspettarci di più: avremmo voluto un piano a forte riduzione del consumo di suolo perché di fatto così abbiamo solo spostato i luoghi della speculazione, abbiamo in qualche modo ridotto il danno. Ma la strada è solo agli inizi e una nuova amministrazione di sinistra dovrà invece occuparsi di ridurre gli spazi alla cementificazione e progettare uno sviluppo sostenibile per tutti, sostenibile per l’ambiente e per una nuova economia fatta di innovazione e di lavoro di qualità».
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