Lasciato morire, salvato dai volontari.
Nuova vita per Saku, ribattezzato Sakè
di Sabrina Marinelli
Saku era destinato a morire ma, grazie alla determinazione dei volontari e delle volontarie del canile di Senigallia, oggi, con il nome di Sakè, sta lottando per continuare a vivere.
Tutto è iniziato quando l’Associazione Cuori Pelosi, che gestisce il canile rifugio comunale, ha preso a cuore la storia di cinque Alaskan Malamute. Sarebbero presto rimasti soli perché il loro proprietario è gravemente malato.
Hanno quindi fatto un primo appello, come caso esterno, a cui una famiglia ha risposto. Si è fatta avanti con una splendida richiesta: adottare i due più anziani del gruppo per regalare loro gli ultimi anni di serenità.
Domenica scorsa, però, il giorno dell’incontro si è trasformato in un incubo.
Hanno trovato Saku in fin di vita, a terra da giorni.
Il padrone pensava che anche lui avesse il destino segnato e voleva che si addormentasse per sempre lì, a casa.
Dall’associazione hanno voluto dargli una seconda chance. Se lo sono intestato e l’hanno ribattezzato Sakè. La corsa contro il tempo è iniziata in una clinica di Marzocca, dove la prima visita ha riscontrato un tumore ai testicoli, un pneumotorace e una continua perdita di sangue dal naso.
Il Comune ha subito autorizzato l’ingresso nell’ultimo box rimasto in canile, ma ventidue ore dopo le sue condizioni sono precipitate: l’affanno pesante ha provocato una torsione dello stomaco.
Operato d’urgenza e castrato, Sakè si è salvato anche grazie a una straordinaria raccolta fondi (con la generosità di tanti cittadini) che ha coperto in ventiquattro ore tutte le spese mediche.
E’ stato dimesso e, con immensa gioia di tutti, riesce già ad alzarsi da solo. Piccoli passi ma significativi.
Per monitorarlo al meglio, l’elettricista di fiducia dell’associazione, ha già installato una telecamera oltre a un ventilatore davanti al box.
Sakè ha iniziato una terapia antibiotica specifica sulla base del primo referto batteriologico, mentre si attende il citologico per fare chiarezza sul problema al naso.
La famiglia adottiva è sempre rimasta informata e presto la compagna di vita Chloe, di 12 anni, la raggiungerà. Appena sarà possibile, anche Sakè andrà nella sua nuova casa per ricevere tutto l’amore che merita, per quanto tempo gli resterà.
A sottolineare l’eccezionalità di questo salvataggio è Francesca Libardi, presidente dell’Associazione Cuori Pelosi: «Desidero ringraziare il Comune di Senigallia per la straordinaria sensibilità dimostrata. Non era affatto un atto dovuto, ma l’Amministrazione ha compreso la gravità della situazione e ha autorizzato l’ingresso in struttura di due dei cani, permettendoci inoltre di intestarci Sakè direttamente. Questo passaggio è stato fondamentale e ci ha consentito di agire tempestivamente, dandoci la totale facoltà di sottoporlo a tutte le cure e agli interventi d’urgenza necessari per salvargli la vita».
Il pensiero resta fisso ora sugli altri cani della famiglia, che hanno sempre vissuto isolati dal mondo ma stanno dimostrando una grande curiosità e spirito di adattamento.
Per il maschio più giovane, Ghiaccio, un cagnolone di 3 anni un po’ irrequieto e con la tendenza a fuggire, è in corso un affidamento controllato.
Nessuna richiesta invece per le due femmine. Il tempo è agli sgoccioli e il rischio, se non si troverà presto una casa, è che finiscano in qualche altra struttura fuori zona, dato che il canile di Senigallia è al completo.
Shilla, di 9 anni, è la più sicura di sé sia in passeggiata che in ambiente esterno, tanto da fare da guida alla sorella Kira, di 6 anni, che è invece più timida e spaventata dai rumori non essendo mai uscita da un box.
Per Kira l’ideale sarebbe l’inserimento in una famiglia dove è già presente un altro cane equilibrato, preferibilmente maschio, anche se il vero miracolo sarebbe un’adozione di coppia.
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