«Rotta per Mezzavalle»:
in pattuglia con la Guardia Costiera
tra mare e falesia (Foto/Video)

ANCONA - A bordo della motovedetta CP2098 per l'operazione "Mari e Laghi Sicuri"
Video di: Gino Bove

di Gino Bove

Motori accesi, prua verso il largo e occhi aperti su ogni metro di costa. È iniziata l’estate calda della Guardia Costiera delle Marche con l’operazione “Mari e Laghi Sicuri”, la storica campagna nazionale mirata a garantire la sicurezza di bagnanti, diportisti e subacquei durante la stagione balneare.

A bordo della Motovedetta

C’è un po’ di mare al largo di Ancona, mentre la grande nave da crociera come ogni venerdì si avvicina al punto in cui imbarcherà il pilota. Quando la motovedetta CP2098 accelera dopo la lanterna rossa, i cavalli si sentono tutti (non a caso un marinaio avvisa sempre qualche secondo prima di manovrare). Poi, spruzzi d’acqua dai bordi e lo stomaco che sì, un po’ fa su e giù. Durante l’uscita in mare, l’equipaggio monitora costantemente le unità da diporto e le barche a vela ormeggiate vicino alla riva, a ridosso delle spiagge più affollate. L’impegno per tutta la stagione estiva è massiccio, come spiega Teresa D’Ascanio, tenente di vascello e caposezione operativa della Capitaneria di Porto di Ancona: «Nell’ambito di questa operazione verranno impiegati mediamente 30 uomini sul lato terra e mediamente 5 mezzi nautici al giorno. Questi mezzi sono chiamati ad effettuare dei pattugliamenti quotidiani, ma rispondono anche a un’esigenza di garantire una protezione operativa: avere dei mezzi nautici già in mare ci permette di effettuare degli interventi con una maggiore prontezza».

Teresa D’Ascanio

La rotta di pattugliamento oggi si snoda dal porto di Ancona fino alla spiaggia di Mezzavalle, costeggiando le caratteristiche falesie bianche a picco sul mare. Proprio in questo tratto l’alto livello di attenzione operativa si concentra in particolare sullo scoglio del Trave: una lingua di roccia naturale che affiora dall’acqua ma che, a causa delle maree e del moto ondoso, spesso rimane nascosta appena sotto la superficie, trasformandosi in un serio pericolo per le imbarcazioni in transito. Per navigare in sicurezza ed evitare collisioni, i militari spiegano che con una determinata posizione del sole è possibile scorgere l’ombra della roccia sott’acqua; in caso contrario, l’unico punto di riferimento fondamentale per i diportisti è proprio la statua della “madonnina” posta all’estremità dello scoglio.

L’obiettivo principale resta fare prevenzione attiva: dialogare con chi va per mare, verificare la presenza dei giubbotti di salvataggio, il rispetto delle distanze minime dalla costa e assicurare che la convivenza tra bagnanti e imbarcazioni avvenga senza rischi, garantendo a residenti e turisti un’estate in totale serenità. Un equilibrio non sempre facile, dato che «la sanzione amministrativa più frequente è sicuramente quella relativa al mancato rispetto del divieto di avvicinamento alla costa. Qui l’ordinanza balneare prevede un divieto di 300 metri da coste di tipo sabbioso e 100 metri da coste di tipo roccioso a picco sul mare. Questo divieto è particolarmente importante per salvaguardare la tutela dei bagnanti e la sicurezza dei diportisti».

L’altro focus è proprio sulla falesia, nel nostro caso quella sopra Mezzavalle, dove vige il divieto assoluto di sosta e transito a causa del pericolo di crolli. «Questa è una delle tematiche che cerchiamo di sensibilizzare durante tutto il corso della stagione balneare, in quanto i fenomeni franosi avvengono tutto l’anno, d’estate e d’inverno. Va da sé che nei periodi in cui la riviera è così abbondantemente frequentata, questi costituiscono un problema molto serio», conclude D’Ascanio, ricordando come l’approccio corretto debba sempre essere guidato dal buon senso: «L’attività diportistica per definizione è un’activity ricreativa e di svago, però è molto importante approcciarsi con un senso di responsabilità e con la giusta valutazione dei rischi, che possono essere banalmente consultare le condizioni meteo prima di partire o verificare che il carburante a bordo sia sufficiente».

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