«Firma il protocollo in rappresentanza
dell’ente ore prima di essere eletto
presidente del CdA: procedura corretta?»
I gruppi di opposizione Loreto Progressista e Progetto Loreto hanno presentato un’interrogazione consiliare per chiedere al sindaco Moreno Pieroni di chiarire alcuni contorni della vicenda relativa alla sottoscrizione del protocollo d’intesa per la realizzazione di interventi di mitigazione del rischio idraulico nei bacini del rio Bellaluce fino all’area di viale dei Pini. L’accordo è stato firmato lo scorso 9 luglio dai rappresentanti di Regione Marche, comune di Loreto, comune di Porto Recanati e Fondazione Opere Laiche Lauretane e Casa Hermes (4 rappresentanti del CdA, rinnovato di recente, di questo ente storico sono di designazione comunale).
Con l’interrogazione, Anna Maria Ragaini (Loreto Progressista) e Sauro Longhi (Progetto Loreto), chiedono in particolare «di conoscere le ragioni per le quali, nella mattinata del 9 luglio, quando ancora presidente delle Opere Laiche era Federico Guazzaroni, si sia presentato in Regione per rappresentare l’ente Ferdinando Manzotti, che è stato eletto presidente solo in seguito all’insediamento del nuovo CdA, avvenuto alle ore 19 dello stesso 9 luglio. Al momento della firma del protocollo il legale rappresentante dell’ente era ancora il presidente uscente, il quale avrebbe potuto, in contemporanea (e forse lo ha fatto), firmare qualche atto di ordinaria amministrazione, impegnando a pieno titolo la Fondazione di cui era ancora a tutti gli effetti legale rappresentante» fanno osservare Ragaini e Longhi.
I due consiglieri comunali temono che proprio per le tempistiche di quella giornata «prima dell’insediamento del nuovo Cda, avvenuto alle ore 19 del 9 luglio, e prima dell’elezione del nuovo presidente (di competenza del CdA stesso) nessun potere di rappresentanza poteva essere vantato dal presidente in pectore». Di qui la scelta di portare in Consiglio comunale la questione per avere rassicurazioni e per capire se il sindaco «ritenga di aver correttamente operato e se abbia valutato le conseguenze che tale fatto potrà avere sulla validità del protocollo».
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