Lauree in Piazza, Università al contrattacco:
«Nessun bavaglio, è speculazione politica»
Nessun “bavaglio” alla rappresentanza studentesca, ma un cambio di format pensato per dare centralità assoluta ai neolaureati: il rettore dell’Università Politecnica delle Marche risponde così al polverone sollevato alla vigilia del Graduation Day in programma in piazza ad Ancona.
La replica giunge al termine di un confronto telefonico con la presidente del Consiglio Studentesco, Sabrina Brizzola, e fa seguito alle proteste emerse per l’assenza del suo intervento dal palco della manifestazione.
«Non si tratta di un momento istituzionale codificato da un protocollo prestabilito, bensì di un momento di festa in cui la macchina organizzativa ha pensato a una nuova modalità per celebrare la decima edizione» precisa il Rettore, Enrico Quagliarini. Nessuna volontà di «mettere a tacere» i rappresentanti, a cui l’invito alla cerimonia resta confermato, bensì la scelta di dare spazio direttamente alle emozioni di laureate e laureati, i cui racconti e interviste raccolti prima dell’evento saranno proiettati sui maxischermi della piazza, ricalcando quanto già fatto con successo nelle tappe di San Benedetto e Fermo.
Dal rettorato traspare amarezza anche per le tempistiche e i toni dello scontro: l’esclusione del discorso formale era stata comunicata per tempo, mentre il comunicato di protesta è stato diffuso solo a 24 ore dall’evento. Una mossa che, secondo la governance d’Ateneo, rischia di «connotare politicamente un momento che di politico non ha nulla» e che va in controtendenza con il clima di collaborazione mantenuto finora, che proprio lo scorso giugno ha visto proficui tavoli di lavoro sul tema della contribuzione studentesca. «Alle Lauree in Piazza la parola alle studentesse e agli studenti non sarà tolta, ma data – conclude la nota dell’Ateneo –. Perché domani sarà esclusivamente la loro festa».
Univpm, polemica sulla festa di laurea: «Tolta la parola agli studenti»
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