Marche, il 18% del territorio
è a rischio idrogeologico:
l’allarme degli Ingegneri di Ancona

Diego Franzoni, presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ancona
Nelle Marche oltre 30mila persone vivono in aree a rischio frana o alluvione. A fotografare la vulnerabilità del territorio sono i dati 2024 dell’Ispra.
Complessivamente, nella regione, sono state censite oltre 39mila frane e circa 1.693 km² di territorio (il 18% del totale) rientrante nelle categorie di pericolosità ‘elevata’ o ‘molto elevata’.
Una problematica diffusa che non risparmia nemmeno le coste, dove il fenomeno dell’erosione è aggravato dal calo dell’apporto solido proveniente dai bacini montani e collinari. Oggi l’evoluzione delle condizioni climatiche, l’intensificarsi di alcuni fenomeni meteorologici, la tutela delle risorse naturali e la necessità di valorizzare il patrimonio costruito richiedono un costante aggiornamento delle competenze e degli strumenti progettuali. Dalla pianificazione del territorio alla gestione delle acque meteoriche, dalla sicurezza delle infrastrutture alla rigenerazione urbana, fino alla progettazione di edifici orientati al comfort ambientale, alla salubrità degli spazi e all’efficienza delle prestazioni, l’ingegneria è chiamata a confrontarsi con sfide sempre più articolate.
«L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ancona – spiega il presidente Diego Franzoni – intende contribuire attivamente alla sicurezza, rafforzando il proprio ruolo di interlocutore tecnico qualificato e promuovendo una cultura della progettazione fondata sul rigore scientifico, sull’aggiornamento continuo e sulla responsabilità professionale».
E’ proprio in questa prospettiva che l’Ordine dorico ha istituito la nuova Commissione “Ingegneria del Territorio e della Rigenerazione Urbana”.
«La nuova struttura – precisa Franzoni – sarà un luogo permanente di studio, approfondimento e confronto interdisciplinare, aperto al contributo del mondo professionale, accademico e della ricerca, con l’obiettivo di promuovere iniziative formative, elaborare proposte e favorire la diffusione di una cultura tecnica capace di accompagnare le trasformazioni del territorio. Investire nella sicurezza della comunità, nella competitività dei territori e nella tutela del patrimonio pubblico e privato».
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