La spiaggia delle Due Sorelle
tra i luoghi del cuore Fai
più votati e amati dell’estate
La classifica dei “luoghi del cuore” più votati a due mesi dal lancio della 13esima edizione del censimento del Fai-Fondo per l’Ambiente Italiano con Intesa Sanpaolo, offre la mappa per un inedito viaggio in un’Italia da riscoprire, paesaggi e monumenti poco conosciuti, lontani dalla ribalta delle mete più rinomate e turistiche e per questo più autentici e sorprendenti. A sorpresa, tra i luoghi più votati figura al terzo posto per ora la Spiaggia delle Due Sorelle, con i due faraglioni icona del Monte Conero. «Già un centinaio di realtà sono attive nelle raccolte voti, – sottolinea una nota ufficiale del Fai – dai comitati spontanei nati appositamente per il censimento del Fai, ad associazioni già costituite da tempo e ancora piccoli Comuni, Parrocchie e scuole, con l’obiettivo di far conoscere il proprio “luogo del cuore” oppure raggiungere le almeno 3.000 segnalazioni che consentono, dopo la chiusura del censimento, l’accesso al Bando per la candidatura di progetti e la richiesta di un sostegno economico o, addirittura, ambire al podio nazionale, aggiudicandosi contributi di 70.000€, 60.000€ e 50.000€, previa presentazione di un progetto di restauro o valorizzazione. Da metà maggio sono arrivati già 350.000 voti, tra i quali oltre 62.000 quelli cartacei trasmessi al Fai entro il 6 luglio e conteggiati per questo primo aggiornamento. Per partecipare e contribuire a dare un futuro ai propri “luoghi del cuore” basta un click su www.iluoghidelcuore.it o una firma sui moduli cartacei nei punti di raccolta organizzati dai comitati promotori. Possono essere votati tutti i luoghi che si desidera fino al 15 dicembre. La classifica provvisoria nelle Marche al momento è la seguente: al primo posto (terzo posto nazionale) figura il Convento dei Frati Cappuccini Renacavata, Camerino, seguito da Villa del Balì, di Colli sul Metauro e dalla Due Sorelle di Sirolo, al quarto posto la Chiesa dell’Assunta di Recanati e Villa Salvati di Monte Roberto.
Molto segnalate, si diceva, anche le due Sorelle di Sirolo, nome con cui viene chiamata la coppia di faraglioni icona del Monte Conero. Si tratta di due “vele” rocciose poste una accanto all’altra, a breve distanza dalla riva del mare. La piccola cala di ciottoli bianchi alle loro spalle, ormai raggiungibile solo dal mare, si trova proprio sotto la falesia, che da decenni, come anche in altri punti della baia del Conero, da Numana a Portonovo, mostra tutta la sua fragilità. Il monte e le spiagge che lo contornano sono uno dei punti più suggestivi dell’Adriatico, ma rappresentano appunto un ecosistema delicato, soprattutto sul piano geologico, che necessita di azioni di tutela.
Per la provincia di Ancona è significativa anche l’attivazione, a Monte Roberto, per Villa Salvati, uno dei complessi più affascinanti della Vallesina. Imponente villa gentilizia extraurbana, introdotta da un lungo viale alberato, è uno dei più raffinati esemplari di architettura neoclassica delle Marche di epoca napoleonica. La sua costruzione è legata alla famiglia Salvati, originaria del Piceno, arrivata a Monte Roberto nel 1750, dove uno dei suoi componenti, Benedetto, era stato nominato medico. Fu realizzata tra il 1805 e il 1820 su committenza di Serafino Salvati, ricco proprietario terriero e imprenditore, che ne affidò il progetto al romano Giuseppe Camporese (1763-1822), tra i principali architetti del primo Neoclassicismo. L’interno della villa, che ha una pianta simmetrica e un volume molto articolato, è caratterizzato dalla grande ricchezza e varietà dell’apparato decorativo, che appartiene all’ambito di Felice Giani, con soffitti ornati da stucchi a motivi geometrici, elementi vegetali e citazioni dall’antico, mentre il piano nobile è arricchito da affreschi. Fa parte del complesso anche la cappella di famiglia, piccolo tempio a pianta centrale, preceduto da un portico con colonne corinzie. Il comitato “Uniti per Villa Salvati” è nato per il censimento del Fai: composto da Comune di Monte Roberto, Fondazione Salvati, Pro Loco Monte Roberto e comitato tutela Pianello Vallesina e Municipi, raccoglie i voti per restituire al pubblico la villa, che necessita di restauri interni – dopo la campagna dei primi anni Duemila, che aveva sistemato i danni inflitti dal terremoto del 1997 – e renderla uno spazio vivo e a disposizione della collettività. I volontari Fai di Jesi e della Vallesina supportano la raccolta voti.
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