Ancona balla con i Subsonica:
la festa dei 30 anni
tra grandi successi e messaggi di pace
(Foto/Video)

LIVE - La band torinese apre il Flame Festival in piazza Cavour con oltre due ore di musica, ricordando Matteo Agostinelli, e infiammando il pubblico con i successi di tre decenni

di Luca Capponi

La macchina del tempo parte, inevitabilmente, con un fermo immagine potente. Sono le “Istantanee” dei Subsonica. Direttamente dal 1996. Trent’anni fa.
Un compleanno da cifra tonda, impossibile da ignorare. Per questo il gruppo torinese fa tappa qui, in una piazza Cavour gremita, pronta a salutare la prima data del Flame Festival 2026. E a celebrare una delle band più importanti della storia musicale nostrana, soprattutto quando si parla di quella che una volta veniva chiamata “scena alternativa”.
Insomma, di ricorrenze ce ne sono a sufficienza per dare il via alla festa che Samuel e compagni conducono con voce sicura verso “Onde quadre” e “Radioestensioni”.

La piazza

«Siamo sempre felici di tornare nell’Anconetano, una delle nostre prime date fu proprio qui vicino. Quanti eravamo, cinque o sei?», scherza Samuel rivolgendosi al pubblico. Oggi, dopo undici album ed un successo mai sbiadito, i numeri sono leggermente diversi e la platea è ben più numerosa. E soprattutto pronta a scaldarsi. I magnifici cinque, oltre alla voce di Samuel Romano ci sono Davide Boosta Dileo alle sue tastiere a molla, Max Casacci alla chitarra, Ninja alla batteria e Vicio al basso, snocciolano dunque un successo dietro l’altro, tutti cantati e ballati senza pause: da “Liberi tutti”, “Depre” e “Aurora sogna” fino ai pezzi del nuovo disco “Terre rare”, col singolo “Radio Mogadiscio” in testa. Poi, ancora, si spinge forte con “Nuova ossessione”, “Il centro della fiamma” e la ballad “Lasciati”.
“Il tempo in me”, invece, è dedicata a Matteo Agostinelli, “grande musicista di un grande gruppo”, dice Max ricordando il cantante anconetano degli Yuppi Flu scomparso lo scorso febbraio a solo 53 anni.

I Subsonica al Flame Festival

Dopo “Nuvole rapide” è la volta di uno dei brani più forti dell’ultimo album, “Straniero”, le cui parole arrivano dritte come fendenti: “Dai la caccia allo straniero. Fai la guerra allo straniero. Con la patria, gli eroi, la bandiera e Dio con noi”.
Sempre Max, poco dopo, approfondisce ulteriormente da par suo, ricordando Gaza, citando genocidi e ricorsi storici: «Mentre si parla di cose strane come remigrazione questa nazione invecchia, non cresce a nessuno livello, culturale in primis, e sprofonda in un passato che sembra non passare mai. Stiamo vivendo gli anni venti ma siamo ancora in tempo per evitare che diventino troppo simili agli anni venti del secolo scorso. Possiamo ancora cambiare proteggendo i nostri diritti, le nostre battaglie e le persone da questa pericolosa marea nera».

I Subsonica al Flame Festival

Il concerto prende definitivamente quota con “Ghibli”, “Grida”, “Veleno”, “Disco labirinto” e il rodato omaggio a Battiato con la mitica “Up patriots to arms”. “Transumanesimo”, “Il diluvio”, “Tutti i miei sbagli”, “Strade” e “Preso blu” chiudono dopo oltre due ore di live ed il ringraziamento definitivo della band nei confronti del “fottutissimo pubblico dei Subsonica”. Che dopo trent’anni è ancora qui a cantare, ballare e sognare. Senza mai smettere di pensare.

I Subsonica al Flame Festival

I Subsonica al Flame Festival

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