Presunti maltrattamenti all’asilo,
manca il materiale video:
le educatrici non rispondono al Gip

ANCONA - Le difese denunciano l'assenza di filmati e audio nel fascicolo e chiedono la revoca dei domiciliari

L’interno del tribunale di Ancona

Si sono avvalse della facoltà di non rispondere davanti al Gip del Tribunale di Ancona, Carlo Masini, le due educatrici di 53 e 60 anni finite agli arresti domiciliari con le pesanti accuse di maltrattamenti e abbandono di minori in una scuola dell’infanzia a Polverigi, in provincia di Ancona.
La decisione di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia è stata presa su indicazione dei rispettivi legali, gli avvocati Italo D’Angelo e Francesco Napolitano. Alla base della scelta difensiva vi è l’impossibilità di visionare i filmati e ascoltare gli audio raccolti dai carabinieri nel corso dell’attività investigativa, elementi portanti dell’inchiesta ma non ancora formalmente inseriti nel fascicolo del procedimento penale a disposizione delle parti.

Contestualmente, la difesa ha presentato al giudice la richiesta di revoca della misura degli arresti domiciliari, valutando in subordine l’applicazione di un provvedimento cautelare meno afflittivo.
I legali hanno sottolineato lo stato di forte sofferenza psicologica delle due donne. In particolare, l’avvocato D’Angelo ha evidenziato come la propria assistita vanti una lunga e stimata carriera nel settore educativo, definendo gli addebiti come contestazioni circoscritte a singoli episodi inseriti nell’ordinanza ma attualmente non verificabili per via della mancata ostensione del materiale audiovisivo.
La posizione delle due maestre resta ora al vaglio della magistratura, in attesa del completamento del fascicolo e delle decisioni del giudice sulle istanze della difesa.

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