Un milione per i maestri artigiani:
fondi regionali a 46 botteghe marchigiane

ECONOMIA - Contributi a fondo perduto erogati a ventiquattro attivita commerciali e ventidue laboratori per ammodernare macchinari e promuovere fiere. Giacomo Bugaro evidenzia la tutela identitaria di piccoli centri e tradizioni decorative

Acquaroli e Bugaro

Oltre un milione di euro a fondo perduto per sostenere il saper fare e dare nuova linfa alle botteghe del territorio. Sono 46 le imprese marchigiane dell’artigianato artistico e tradizionale che incasseranno i contributi regionali dedicati alla riqualificazione dei laboratori e alla promozione sui mercati. L’intervento pubblico punta a mobilitare investimenti complessivi superiori ai due milioni di euro. Entrando nel dettaglio, 22 realta produttive ammoderneranno le sedi operative acquistando macchinari e attrezzature storiche, mentre le altre 24 attività investiranno su marketing digital, nuovi portali aziendali e presenza nelle principali fiere di settore.

Il piano d’azione finanzia anche sei iniziative promozionali presentate da enti locali e associazioni di categoria per far conoscere le eccellenze manifatturiere marchigiane. L’intervento abbraccia lavorazioni storiche come ceramica, oreficeria, intarsio, tessitura e comparti legati al mondo della moda. L’obiettivo è proteggere mestieri antichi dal rischio spopolamento e favorire la digitalizzazione dei processi di vendita. In questo modo le microimprese dei piccoli centri potranno affacciarsi sui mercati esteri, mantenendo ben salde le proprie radici culturali e la qualita dei prodotti fatti a mano.

«Si tratta di attività che spaziano dalla decorazione all’argenteria e oreficeria, dall’orlatura alla tessitura tradizionale, dall’intarsio alla ceramica, fino a numerose produzioni artigianali legate al mondo della moda e ad altri comparti che spesso si integrano con le principali filiere industriali regionali», evidenzia l’assessore alle attività produttive Giacomo Bugaro. «Un patrimonio straordinario di creatività, competenze e saper fare che trova la sua espressione soprattutto nei piccoli centri delle Marche che abbiamo il dovere di preservare e valorizzare. Questo intervento rappresenta un sostegno importante non solo dal punto di vista economico, ma anche sotto il profilo culturale e sociale, perché contribuisce a mantenere vive tradizioni produttive che fanno parte dell’identità stessa della nostra regione».

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