Scoliosi gravissima, 12enne operato
con successo all’ospedale di Torrette:
«E’ la prima volta nelle Marche»

ANCONA - L’equipe della Clinica Ortopedica, diretta dal professor Antonio Pompilio Gigante, ha utilizzato una procedura mininvasiva innovativa

Affetto da una deformità vertebrale, un ragazzino di 12 anni è stato da operato con successo all’ospedale di Torrette di Ancona con una tecnica innovativa per salvarlo da una forma gravissima di scoliosi. L’intervento, il primo del genere nelle Marche, è stato effettuato nei mesi scorsi dall’equipe della Clinica Ortopedica dell’Adulto e Pediatrica, diretta dal professor Antonio Pompilio Gigante, dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche. L’innovazione dell’intervento è legata alla tecnica utilizzata nel caso specifico del 12enne, denominata ‘Tecnica di correzione bipolare percutanea senza artrodesi’, mai eseguita prima nelle Marche su un bambino così piccolo perché lo strumentario necessita di un peso corporeo adeguato. Si tratta di un sistema con accesso mini-invasivo e dunque con tutti i vantaggi clinici del caso. L’intervento, a causa della particolare gravità delle condizioni del piccolo paziente e della sua giovane età, presentava numerose difficoltà e ha visto impegnati chirurghi e infermieri in sala operatoria per diverse ore. A distanza di tempo i benefici dell’intervento sono evidenti sul bambino la cui famiglia è residente nelle Marche.

«Questa particolare procedura, non era mai stata utilizzata negli ospedali della regione – spiega in una nota la dottoressa Monia Martiniani responsabile dell’Ambulatorio di Scoliosi e Deformità della Colonna Pediatrica e Adulti all’interno della Clinica di Ortopedia dell’Aou delle Marche – Inizialmente i genitori del bambino si erano rivolti ad altre strutture sanitarie, poi hanno deciso di affidarsi alla nostra equipe». L’intervento è stato eseguito da un team multidisciplinare composto dalla dottoressa Monia Martiniani, dal dottor Leonard Meco, con l’assistenza anestesiologica della dottoressa Federica Barsotti dell’Anestesia e Rianimazione Pediatrica diretta dal dottor Alessandro Simonini e dall’equipe infermieristica del Blocco Operatorio del presidio ‘Salesi’ coordinata dalla dottoressa Ilaria Franconi.

L’equipe che ha operato il 12enne affetto da gravissima scoliosi

La metodica utilizzata di ‘Osteosintesi bipolare senza artrodesi’ è una tecnica mini-invasiva e percutanea che ha una grande rilevanza a livello internazionale e rappresenta oggi una valida alternativa in tutti i pazienti, in particolare quelli più gravi e fragili in cui le condizioni generali scadute renderebbero impossibile o particolarmente rischioso un intervento classico di correzione e artrodesi vertebrale. L’impianto ha un sistema auto-allungante che, tramite un connettore a cremagliera, consente l’allungamento progressivo di due barre sfruttando la naturale crescita del bambino e le trazioni dovute ai movimenti spontanei e alla fisioterapia, eliminando la necessità di ricorrere a ripetuti interventi chirurgici di allungamento. «La procedura mininvasiva e le incisioni chirurgiche molto ridotte, garantiscono tempi chirurgici molto inferiori rispetto a un’artrodesi classica, con il vantaggio di ridurre le perdite ematiche, il rischio infettivo e dei tempi anestesiologici», puntualizza Monia Martiniani.

In generale, il trattamento delle gravi scoliosi rappresenta ancora oggi una sfida aperta anche per chirurghi vertebrali esperti e necessita di una grande curva di apprendimento ed esperienza, sia per la gravità delle deformità vertebrali sia per le problematiche di carattere generale legate alle patologie di base che spesso affliggono questi bambini. Il trattamento non chirurgico in questi casi non è in grado di contrastare il peggioramento della scoliosi. «Nel 2023 – aggiunge Martiniani – abbiamo visitato l’ospedale pediatrico Necker di Parigi dove il dr. L.Miladi utilizza la tecnica di osteosintesi ‘Bipolare’ senza artrodesi da diversi anni. Questa esperienza ci ha spinto a portare nelle Marche una procedura chirurgica importantissima soprattutto nei pazienti in cui, per le condizioni generali scadute, è impossibile o particolarmente rischioso eseguire un intervento classico di strumentazione e artrodesi. Inoltre, per evitare ulteriori pratiche di allungamento legate alla crescita dei bambini più piccoli, la tecnica mette a disposizione un sistema originale di auto allungamento delle barre».

In conclusione, la ‘Tecnica Bipolare’ può essere l’unica opportunità chirurgica per questi pazienti, per principi sia di ordine biomeccanico che biologico, soprattutto correggendo il bacino per oltre l’80%, con tempi chirurgici più bassi, minor ricorso a emotrasfusioni, mobilizzazione rapida dei pazienti con un ridotto ricorso ad analgesici, minor numero di complicazioni. Il trattamento delle deformità vertebrali in età costituisce una delle principali voci di mobilità sanitaria regionale passiva. Il Progetto Scoliosi unito al Percorso Diagnostico Terapeutico assistenziale (Pdta) della Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche continua a lavorare per ridurre questa problematica introducendo tecniche innovative e mettendo insieme competenze plurispecialistiche di comprovata valenza nazionale. Prosegue quindi la tradizione storica della Chirurgia Vertebrale della Clinica Ortopedica dell’Adulto e Pediatrica.

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