Beko, Ciccioli replica a Ghergo:
«Il Governo ha cambiato il Piano,
l’azienda lo rispetti»
«La preoccupazione per lo stabilimento di Melano della Beko è reale e riguarda lavoratori, famiglie e il futuro industriale di Fabriano. Proprio per questo stupisce vedere chi amministra la città trasformare una crisi industriale in strumentalizzazione politica per recuperare visibilità, affidandosi a comunicati e lettere invece di lavorare insieme alle altre istituzioni». A scriverlo è l’europarlamentare di Fratelli d’Italia, on. Carlo Ciccioli, in merito alla vertenza Beko, in vista del tavolo convocato al ministero delle Imprese e del Made in Italy per il primo ottobre.
«Partiamo dai fatti.- prosegue Ciccioli – Nel novembre 2024 Beko aveva presentato un piano con 1.935 esuberi, chiusure e un pesante ridimensionamento della presenza industriale in Italia. Il Governo Meloni lo ha respinto e, dopo mesi di confronto, l’accordo del 14 aprile 2025 ha ridotto gli esuberi a circa 950, senza licenziamenti collettivi e con sole uscite volontarie, prevedendo circa 300 milioni di euro di investimenti. Nelle Marche, Comunanza è stata salvaguardata nonostante fosse destinata alla chiusura, mentre per Melano sono stati previsti circa 62 milioni di investimenti e la conferma del sito come hub europeo per i piani cottura. Il Governo ha inoltre utilizzato la Golden Power con prescrizioni a tutela di produzioni e occupazione. Sono fatti, non slogan. Questo non significa accontentarsi».
Ciccioli ammette che «preoccupano il calo dei volumi e il ritardo del piano industriale. Beko deve rispettare gli impegni: gli investimenti su Melano devono tradursi non solo nell’impianto fotovoltaico inaugurato, ma soprattutto in nuovi prodotti, innovazione, volumi e prospettive industriali. Stupisce quindi che il sindaco Daniela Ghergo, nelle sue ‘lezioni’, sembri dimenticare questi risultati. Nel 2014, quando Whirlpool acquisì Indesit, qualcuno definì l’operazione ‘fantastica’ e pochi mesi dopo arrivò un piano con 1.335 esuberi. Io denunciavo allora quelle criticità e lo faccio oggi, indipendentemente da chi governa. La memoria, soprattutto per chi amministra Fabriano, non dovrebbe essere a corrente alternata. Il futuro di Melano non è una bandiera di destra o di sinistra: è una questione di lavoro. Governo, Regione e Comune devono stare dalla stessa parte, senza confondere collaborazione istituzionale e propaganda. Beko rispetti gli accordi e Fabriano difenda il suo patrimonio industriale: i lavoratori meritano vicinanza concreta», conclude l’europarlamentare di FdI-Ecr.
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