Estorsione tra minorenni sul lungomare:
Il 15enne pentito lascia il carcere.
Trasferito in una comunità di Urbino

SENIGALLIA - Si era fatto consegnare 150 euro ma all'appuntamento vicino alla gelateria c'erano anche i poliziotti che si erano finti clienti per assistere alla cessione del denaro

Il Commissariato di Senigallia (Archivio)

di Sabrina Marinelli

Il 15enne di Senigallia, arrestato con la grave accusa di estorsione, è stato trasferito in una comunità di Urbino.

Il giovane ha quindi iniziato un percorso di riabilitazione dopo una prima fase di detenzione, trascorsa nel carcere minorile di Bologna, dove era stato condotto subito dopo i fatti.

L’episodio è avvenuto mercoledì pomeriggio. La vittima, un coetaneo senigalliese, tramite i genitori lo scorso 28 agosto ha sporto denuncia in Commissariato.  E’ stato quindi organizzato l’incontro monitorato. I due si sono dati appuntamento vicino a una gelateria, in una posizione più defilata rispetto al lungomare Mameli, dove l’attività si affaccia.

Il 15enne si è presentato accompagnato da un amico coetaneo di origini straniere. Fin da subito la situazione ha mostrato momenti di esitazione: i due giovani hanno notato qualcosa di insolito nei dintorni, tanto che uno di loro ha persino ipotizzato di rinunciare, dicendo «In giro c’è la polizia, andiamo via». Sono, però, tornati presto sui propri passi. C’erano in effetti gli agenti in borghese: in coda come clienti della gelateria.

I poliziotti hanno così potuto assistere da vicinissimo alla consegna del denaro: 150 euro. Non appena i giovani si sono allontanati dal locale, li hanno raggiunti e bloccati per un controllo. Dalla perquisizione è emerso che soltanto il senigalliese era in possesso della somma: le banconote erano state nascoste con cura nella custodia del proprio cellulare, nello spazio tra il telefono e la cover. Nulla da contestare invece all’amico mentre per il quindicenne, condotto in Commissariato, è scattato l’arresto in serata con il successivo trasferimento nella struttura minorile emiliana.

La vicenda trae origine da una richiesta di denaro facile, scaturita da una promessa mai mantenuta: la compravendita di una sigaretta elettronica. Ricevuta la somma pattuita senza mai consegnare il prodotto, il giovane ha poi fatto leva su continue intimidazioni e pressioni verbali per ottenere importi sempre maggiori dalla vittima, usati per togliersi piccoli sfizi quotidiani. Una situazione vissuta nel totale sconcerto dalla famiglia del minore, rimasta all’oscuro di quanto stesse accadendo fino alla sera dell’arresto.

Nell’udienza di convalida di venerdì, con contestuale interrogatorio di garanzia, è emersa la posizione della difesa, rappresentata dall’avvocato Donato Attanasio del Foro di Pescara. Secondo la linea tracciata dal legale, il ragazzo si è pentito e scusato per le sue azioni, assumendosi ogni responsabilità. L’avvocato Attanasio ha sottolineato come il 15enne abbia agito con superficialità senza comprendere la reale portata e le conseguenze penali delle sue condotte. A fronte delle richieste difensive,  che in primis avevano proposto la misura dei domiciliari, il giudice ha ritenuto idonea la soluzione subordinata, indicata dal legale, disponendo l’affidamento alla struttura educativa di Urbino.

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