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Appello per la sicurezza dei pedoni,
anche l’investito lo aveva firmato

ANCONA - I dipendenti delle ferrovie hanno presentato al Comune la petizione per chiedere interventi in via Marconi, scenario di numerosi incidenti. Mercoledì l'ultimo episodio grave. Anche l'uomo travolto aveva sottoscritto. Giovagnoli (rsu Uilt): "Dobbiamo aspettare un caso mortale?"
giovedì 18 maggio 2017 - Ore 15:20
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Rilievi della polizia municipale sull’attraversamento di via Marconi, dopo l’investimento di mercoledì

di Agnese Carnevali

C’è anche la firma del ferroviere investito ieri (17 maggio), poco distante dall’ingresso del suo ufficio (leggi l’articolo),  tra i 94 nomi della petizione sottoscritta dai lavoratori di Ferrovie per la sicurezza dell’attraversamento di via Marconi. Un appello rimasto inascoltato, inviato al sindaco, all’assessore al Traffico Stefano Foresi ed al presidente della commissione Urbanistica, Matteo Vichi, giusto un anno fa (il 20 maggio 2016). Intanto quel tratto di strada continua a mietere vittime. «Quell’attraversamento pedonale è pericoloso, lo abbiamo segnalato più volte al Comune − torna a ripetere Carla Giovagnoli, rsu Uilt, promotrice della  raccolta firme dell’anno scorso −. Ieri l’ennesimo incidente nel quale è stato coinvolto un collega. Lo scorso anno ad essere investiti sono stati persino dei bambini. Spero non serva che si verifichi un incidente mortale per far sì che qualcuno intervenga».

L’auto coinvolta nell’investimento di mercoledì

Già nella petizione di maggio 2016, Giovagnoli metteva in evidenza come l’attraversamento all’altezza del civico 52 di via Marconi non fosse sicuro e come il rischio di incidenti aumentasse considerando che «la presenza di due fermate dell’autobus rende il passaggio pedonale molto frequentato e che la strada è trafficata e percorsa anche da numerosi mezzi pesanti e furgoni che si aggiungo alle auto». Proprio questi i motivi che hanno spinto i dipendenti di Ferrovie dello Stato che lavorano negli uffici di via Marconi, più di una volta testimoni degli innumerevoli investimenti avvenuti su quella striscia di asfalto, a chiedere l’intervento del Comune affinché mettesse in sicurezza l’attraversamento. Questo accadeva un anno fa. Cosa è successo da allora? «Nulla − risponde Giovagnoli −, se non quella che può essere considerata una vera presa in giro. Sono stati aggiunti due paletti lampeggianti, per altro già piegati, e poco visibili che nulla possono contro la velocità sostenuta con cui procedono i veicoli. Il grave episodio di ieri, che non è il primo e che non sarà neanche l’ultimo se non si prendono provvedimenti seri, ha dimostrato la loro inutilità».

 

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