Electrolux: si tratta ad oltranza al Mimit

ROMA – Oggi pomeriggio è ripartito il confronto, che dovrà concludersi entro domani, tra sindacati e l’azienda per trovare le condizioni di un accordo. Massimiliano Nobis (Fim Cisl): «Dall’azienda non sono ancora arrivate le aperture necessarie. Abbiamo chiesto degli investimenti in produzione e soprattutto certezza per la continuità produttiva e lavorativa dello stabilimento di Cerreto d’Esi»

Il tavolo tecnico per la vertenza Electrolux di oggi pomeriggio al Mimit

E’ in corso da ore al Ministero delle Imprese e del Made in Italy l’incontro tra sindacati ed i rappresentanti di Electrolux per trovare le condizioni di un accordo. Il confronto è ripartito oggi pomeriggio a Roma e dovrà concludersi entro domani, martedì 3 novembre. Subito dopo, si riunirà il board mondiale di Electrolux, che dovrà prendere decisioni nell’ambito del piano straordinario di ristrutturazione.

Anche il sindaco di Cerreto d’Esi, David Grillini (secondo da sinistra) era presente al Mimit

«Oggi durante l’incontro, al tavolo tecnico, l’azienda non ha dato le aperture ancora necessarie per trovare un’intesa. Abbiamo chiesto di ridurre gli esuberi, ancora molto alti, sia per la parte impiegatizia che la parte operaia; abbiamo chiesto degli investimenti in produzione e abbiamo chiesto soprattutto certezza per la continuità produttiva e lavorativa di Cerreto d’Esi. Mancano ancora risposte, inizia il tavolo politico, ci auguriamo l’azienda cominci a entrare nel merito delle nostre richieste». Sono le parole pubblicate poco fa sui social da Massimiliano Nobis, segretario nazionale Fim Cisl in occasione del tavolo Electrolux al Mimit insieme ai colleghi delle altre sigle sindacali dei metalmeccanici, Fiom Cgil, Uilm e Ugl.

Al tavolo tecnico si è tornati a discutere del piano di riorganizzazione della multinazionale svedese che prevede una riduzione degli organici negli stabilimenti italiani. Dai 1.700 esuberi in origine annunciati, il numero è sceso a 1.190 ed il futuro del sito di Cerreto d’Esi è sempre avvolto nell’incertezza. Per lo stabilimento marchigiano viene chiesta la garanzia della continuità produttiva. I sindacati hanno anche sollecitato che le uscite volontarie possano essere compensate da nuove assunzioni, ed il possibile ricorso agli ammortizzatori sociali, compresa la cassa integrazione.

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