Una tavola rotonda sul parallelismo
tra le dinamiche della criminalità
organizzata e della violenza di genere

ANCONA – La organizza per il 6 novembre nell’Aula 1 del Tribunale l'associazione I Care We Care, in occasione della presentazione del libro "Mai più cosa vostra". Con gli autori parteciperanno anche la presidente del Tribunale di Ancona, Edi Ragaglia, il giudice della sezione penale e della Corte di Assise Matteo Di Battista oltre a diversi esponenti del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati

Il tribunale di Ancona

Esiste un filo rosso, invisibile ma robusto, che lega i meccanismi della criminalità organizzata alle dinamiche della violenza di genere tra le mura domestiche. Una sovrapposizione perfetta di matrici, metodi e obiettivi che evidenzia come il potere patriarcale e quello mafioso condividano la stessa logica di annientamento della persona. Sarà questo il tema centrale della tavola rotonda organizzata dall’associazione I Care We Care, che si terrà il prossimo 6 novembre presso l’Aula 1 del Tribunale di Ancona, a partire dalle ore 15, in occasione della presentazione del libro “Mai più cosa vostra”. L’evento, che vedrà la straordinaria partecipazione in presenza dei due autori, Fabio Roia, presidente del Tribunale di Milano, e l’avvocata Cassazionista Ilaria Ramoni, consulente della Commissione parlamentare antimafia, offrirà un’opportunità di confronto diretto con due delle figure più autorevoli in Italia nel contrasto alla violenza di genere e alla criminalità.

Al dibattito con gli autori parteciperanno infatti la presidente del Tribunale di Ancona, Edi Ragaglia; il giudice della sezione penale e della Corte di Assise Matteo Di Battista; Andrea Nocchi, vicepresidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e referente Ocf; Paola Terzoni, presidente del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Ancona e la giornalista vice presidente onoraria dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Alessandra Pierini. A guidare e moderare il prestigioso confronto sarà l’avvocata Cristina Barboni, socia fondatrice e referente regionale di I Care We Care.

«Chi si occupa di reati relazionali conosce bene la grammatica della violenza relazionale: l’isolamento, la manipolazione, il controllo economico – spiega in una nota la fondatrice dell’associazione Cristina Barboni – leggendo il libro del presidente Roia e della collega Ramoni, non mi aspettavo di percepire un immediato senso di famigliarità anche nei confronti di dinamiche tipiche della criminalità organizzata». Il parallelismo che animerà la tavola rotonda non è solo tecnico ma ha una ricaduta pratica fondamentale nelle aule di giustizia. «In tribunale non siamo chiamati a giudicare un singolo schiaffo, ma un sistema – sottolinea l’avvocata di I Care We Care – I maltrattamenti sono un reato abituale, esattamente come l’estorsione mafiosa, che vive della pressione costante e dello stato di soggezione della vittima». L’evento è accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Ancona con 3 crediti formativi e dall’Ordine dei Giornalisti delle Marche con un credito formativo. L’incontro è aperto anche alla cittadinanza e fino a esaurimento posti

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