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Concorso per medici non obiettori,
Ceriscioli: “E’ incostituzionale”

ANCONA - Il governatore delle Marche stoppa così la possibilità di risolvere con un bando pubblico il problema dell'aumento dei camici bianchi contrari all'aborto e che operano negli ospedali, seguendo l'esempio del Lazio. "Avremmo una pioggia di ricorsi, non si può fare"
martedì 28 Feb 2017 - Ore 20:53
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di Marina Verdenelli

Nessun concorso per medici non obiettori verrà fatto dalla Regione per l’assunzione di camici bianchi che non oppongono resistenze all’interruzione di gravidanza. «E’ incostituzionale – risponde il governatore Luca Ceriscioli – quello che ha fatto il Lazio è molto border line. Non si può fare. Ci sarebbe una pioggia di ricorsi». Il presidente delle Marche stoppa quindi la possibilità di risolvere con un concorso pubblico il problema dell’aumento dei medici obiettori che operano negli ospedali di Ancona e provincia e anche nel resto delle Marche. Una ipotesi che aveva visto favorevole lo stesso direttore dell’azienda Ospedali Riuniti di Torrette, Michele Caporossi (leggi l’articolo), e che aveva visto il capogruppo regionale del Pd Gianluca Busilacchi pronto a presentare una mozione (leggi l’articolo). Questo dopo la crescita della percentuale dei medici obiettori, in tutta la regione (leggi l’articolo), che pone un serio rischio per il rispetto della legge 194, quella sulla libertà di una donna di abortire. Nulla di fatto. «Un concorso così non si può fare – rimarca Ceriscioli – era stato valutato. la soluzione è quella adottata già per l’ospedale di Jesi (dove tutti i medici sono obiettori, ndr) e cioè chiamare di volta in volta un medico non obiettore che segua le interruzioni di gravidanza, a chiamata. Ci costa uguale che assumere personale nuovo». Se quindi il problema degli obiettori dovesse presentarsi anche al Salesi o altre strutture pubbliche della regione, si procederà ad attingere ad un medico a chiamata e al pagamento della relativa prestazione da parte del sistema sanitario pubblico.

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