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Il telecronista Buffa in scena alle Muse:
“Una volta provato,
il teatro non si lascia più”

L'INTERVISTA - Lo storyteller di Sky e giornalista sportivo porta sul palcoscenico del Massimo di Ancona il suo "Le Olimpiadi di Berlino", nel quale interpreta la parte di Wolgang Fürstner, comandante del villaggio olimpico nell'edizione dei Giochi che "inventarono lo sport moderno"
giovedì 9 marzo 2017 - Ore 20:50
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Lo storyteller di Sky e telecronista, ora attore in teatro, Federico Buffa

 

di Agnese Carnevali

Lo storyteller di Sky e telecronista, Federico Buffa, sale per la prima volta sul palcoscenico. Con il suo “Le Olimpiadi del 1936”, scritto insieme a Emilio Russo, Paolo Frusca e Jvan Sica, per la regia Emilio Russo e Caterina Spadaro, sarà domani (10 marzo), data unica per le Marche, al Teatro delle Muse di Ancona (20.45). È il racconto dei Giochi più controversi della storia: quelli del pugno chiuso di Jesse Owens a Berlino sotto gli occhi sprezzanti di Hitler, del maratoneta coreano Sohn Kee-chung costretto a correre (e vincere) sotto la bandiera giapponese, del film “Olympia” voluto da Goebbels e diventato leggenda del cinema nella regia gelida e modernissima di Leni Riefenstahl.

Buffa, come nasce questo spettacolo?

«Casualmente, nel 2014. Paolo Frusca ed Emilio Russo mi hanno proposto di provare a fare qualcosa di teatrale».

E lei ha subito accettato.

«Ho risposto: non ne sono capace, non ho mai fatto neanche una recita scolastica, ma è il sogno della mia vita. E ci siamo messi a lavorare e scrivere».

Lei ha commentato molti eventi sportivi e ne ha narrati molti altri, perché ha scelto di portare a teatro le Olimpiadi di Berlino del 1936?
«Perché sono le Olimpiadi che segnano un passaggio nella storia dello sport. È l’evento che ha inventato lo sport moderno».

Voce e volto televisivi, che effetto fa stare sul palcoscenico?

«È tutto diverso. La televisione è un medium freddo, che mette una certa distanza tra te ed il pubblico, ed è un mezzo che ti consente la costruzione del prodotto, tagliare, montare, girare di nuovo. A teatro tutto questo non è possibile. Esiste solo la dimensione del “buona la prima”. Il teatro è verità. Sei tu sul palco, senti il respiro del pubblico ed il pubblico può sentire il tuo. Non ero mai salito su un palcoscenico, ma una volta provata questa emozione è impossibile poi farne a meno. Una volta sperimentato il teatro non lo si lascia più».

E il pubblico ha apprezzato Buffa in versione teatrale?
«Non dovrei essere io a dirlo, ma lo spettacolo inizialmente prevedeva solo 3 repliche, siamo arrivati a 126. Quindi possiamo dire che un certo gradimento c’è stato».

Tra le vicende che ha raccontato, da telecronista e da storyteller, quali sono quelle che le sono rimaste più nella memoria?

«Da telecronista le esperienze più indimenticabili sono state senz’altro le due finali di Nba del ’97 e del ’98 durante le quali ho visto Micheal Jordan fare la storia del basket. Ripensando alle storie di narrazione sicuramente quella di Árpád Weisz, il calciatore ed allenatore ebreo ungherese che giocò e lavorò anche in Italia, deportato e morto ad Auschwitz nel 1944».

Tra telecronaca, narrazione televisiva e teatro, cosa preferisce?

«Sono tutte modalità di racconto molto diverse. Nella cronaca sono i fatti a dettare i tempi, e devi essere pronto a dire con rapidità quello che succede. Nella narrazione sei tu a dare il ritmo, puoi andare avanti e tornare indietro, spaziare nel tempo. Il teatro è qualcosa di completamente diverso ed unico».

Dunque, il giornalismo, la televisione, il teatro ed anche un libro ispirato allo spettacolo. Programmi per il futuro?
«Se potessi resteri in teatro tutta la vita».

In scena, domani, oltre a Federico Buffa, che interpreta la parte di Wolgang Fürstner, comandante del villaggio olimpico, i musicisti Alessandro Nidi, Nadio Marenco e la giovane cantante Cecilia Gragnani, oltre ai personaggi evocati dal protagonista nel desiderio di poter rivivere quei giorni e quei luoghi della lontana estate del 1936, I giorni delle Olimpiadi di Berlino.

Federico Buffa in scena con “Le Olimpiadi del 1936”

Prezzi biglietti:
platea intero € 36 platea ridotto* € 32
prima galleria intero € 33 prima galleria ridotto* € 29
seconda galleria intero € 22
palchi laterali* € 20
*possessori marcheteatrocard / operacard – fino a 30 anni e sopra i 65 anni

biglietti on line www.geticket.it

biglietteria 071 52525   biglietteria@teatrodellemuse.org

(dal martedì al sabato dalle 9.30 alle 13.30 e nei pomeriggi di giovedì e venerdì anche dalle 16.30 alle 19.30 e un’ora prima dello spettacolo).

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