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Diritto al riposo, gli infermieri
pronti a denunciare l’ospedale
all’ispettorato del lavoro

ANCONA – Al via la raccolta firme sull’esposto dopo il caso di Francesco Pezzuto, sanzionato dall’azienda perché si è rifiutato di lavorare dopo tre turni di fila. “I cittadini si sentono sicuri ad essere operati da chi ha alle spalle 15 ore di lavoro?” chiede il Nursind
mercoledì 5 Aprile 2017 - Ore 18:18
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La riunione degli infermieri di Torrette

 

E’ stato accolto dagli applausi di tutti i colleghi, perché Francesco Pezzuto, suo malgrado, è diventato un simbolo di un duro braccio di ferro tra infermieri e azienda ospedali riuniti. Il lavoratore ha ricevuto un richiamo verbale dall’azienda per non aver preso servizio per il terzo turno consecutivo: si è rifiutato di lavorare 24 ore su 36. Come annunciato, la risposta di colleghi e del sindacato Nursind è stata unanime e dura. Oggi la riunione del personale del blocco operatorio, presente una sessantina di lavoratori sui 90 circa. “I lavoratori ci hanno dato mandato ad andare avanti nella contestazione e siamo pronti in settimana ad iniziare la raccolta firme per presentare un esposto al direttore provinciale dell’ispettorato del lavoro” commenta il segretario Nursind Giuseppino Conti. “Chiediamo una soluzione bonaria, l’annullamento del richiamo al lavoratore e una riorganizzazione dei turni di lavoro. Se l’azienda non lo farà, siamo pronti a chiedere il controllo dei cartellini di lavoro all’ispettorato e la sanzione dell’azienda ospedaliera: per legge vanno rispettate le 11 ore di riposo tra un turno e l’altro e siamo pronti a dimostrare che questo non avviene a Torrette” spiega Conti. Stesso messaggio sarà inviato, di nuovo, al presidente della Regione Ceriscioli e al ministro della Salute Beatrice Lorenzin. “Gli infermieri vogliono rivolgere una domanda ai cittadini: vi sentite sicuri ad essere operati da equipe che hanno alle spalle già 15 ore o più di lavoro?” chiede Conti a nome dei lavoratori del blocco operatorio. In più, ha fatto discutere anche la decisione dell’azienda ospedaliera di aprire un bando per la mobilità: si cerca un’infermiere con almeno un anno di esperienza in sala operatoria da tutta Italia. “Gli infermieri si sono sentiti umiliati e offesi, perché invece di migliorare le condizioni di lavoro e bloccare la fuoriuscita di tanti colleghi che scappano oggi dal blocco operatorio, vanno in cerca all’esterno di lavoratori. Una procedura oltretutto da verificare se sia legittima, visto che c’è una graduatoria da rispettare, a seguito dell’ultimo concorso” conclude Conti.

(E. Ga.)

 

 

Francesco Pezzuto durante l’incontro del Nursind

Infermiere sanzionato, Torrette: “Messa a rischio l’attività delle sale operatorie”

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