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Cinquecento interventi in più
nel primo trimestre,
Caporossi: “Torrette torna a crescere”

ANCONA – Il dg dell’azienda ospedali riuniti tira le somme e annuncia: “Vogliamo essere primo centro di cardiochirurgia italiano”. Il direttore amministrativo Maraldo replica al Nursind: “Raggiunto l’accordo sul part time”
venerdì 7 Aprile 2017 - Ore 17:45
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Il dg Michele Caporossi al centro, a destra il direttore amministrativo Antonello Maraldo, a sinistra il direttore sanitario Alfredo Cordoni, illustrano i dati dell’attività del primo trimestre

di Federica Serfilippi

Più di 5 mila interventi chirurgici eseguiti, l’attività ordinaria prorogata fino al sabato e nuovi servizi dedicati al personale. Sono questi i traguardi raggiunti dall’ospedale di Torrette nei primi tre mesi del 2017. «Stiamo invertendo il trend, con dati non più stagnanti ma in continua crescita» ha detto il direttore generale Michele Caporossi. L’incremento delle operazioni (rapportato al primo trimestre del 2016) è pari all’11%. Se lo scorso anno gli interventi erano stati 4.598, tra gennaio e marzo 2017 ce ne sono stati 5.089, quasi 500 in più. Numeri che tendono a raggiungere un obiettivo mai nascosto dal dg: fare del nosocomio regionale un punto di riferimento nel panorama della sanità nazionale. A partire dal reparto di cardiochirurgia dove, con l’innesto del nuovo primario Marco Di Eusanio, c’è stato un potenziamento dell’attività chirurgica del 17% (1.139 interventi del primo trimestre 2017 contro i 1.145 del 2016). «Ambiamo a diventare il primo centro di tutta Italia» ha detto il numero uno di Torrette. «Il nostro scopo – ha continuato – è quello di aumentare tutte le attività di alta specializzazione, altrimenti i pazienti saranno costretti a curarsi nelle altre regioni. E noi questo vogliamo impedirlo, anche perché abbiamo potuto constatare che negli ultimi mesi ci sono molte persone che decidono di affidarsi a Torrette provenendo da fuori le Marche. Dobbiamo cercare di soddisfare il fabbisogno della gente, per questo sono stati fatti investimenti per far sì che la capacità dell’offerta sia pari alla domanda». Fondamentale è stata la riorganizzazione di tutta l’attività lavorativa e l’impegno da parte dell’azienda ad assumere per quest’anno 214 dipendenti. Il piano occupazionale (2017-2019) è stato approvato lo scorso lunedì dalla giunta regionale. «Si fanno 32 interventi a settimana in più – ha detto il direttore sanitario Alfredo Cordoni – rispetto allo scorso anno. Questo perché da novembre è partito il prolungamento del lavoro ordinario fino al sabato pomeriggio e perché ora le attività d’emergenza sono state estese anche al periodo diurno, in maniera tale da avere un servizio H24. Altro importante fattore di successo: aver sempre disponibili organici pieni e dedicati». Già nel 2016 erano stati inseriti 135 nuovi infermieri, toccando la soglia delle 3.485 unità. Aumenteranno ancora nel 2017, tenendo però conto della mobilità interna. E’ una risposta indiretta anche alle proteste Nursind e agli infermieri del blocco operatorio: su 94, ben 27 avevano chiesto il trasferimento. «Il blocco è l’ambiente più ambito da un infermiere – ha affermato Cordoni – ma è anche il luogo dove si lavora tantissimo e con uno stress superiore rispetto all’attività di reparto. È normale che possano esserci dei sovraccarichi psicologici». L’azienda spiega così il caso dell’infermiere Francesco Pezzuto, sanzionato con un richiamo per essersi rifiutato di prendere servizio dopo due turni consecutivi, sarebbero state 24 ore di lavoro su 36. Il Nursind è pronto alla denuncia all’ispettorato del lavoro (leggi l’articolo). «Quando c’è un disagio – ha detto il direttore amministrativo Antonello Maraldo – ci si siede e si parla, cercando un punto di incontro, proprio come abbiamo fatto mercoledì con i rappresentanti sindacali con cui abbiamo raggiunto un accordo sul part time: lo otterrà l’8% del personale». Proprio per cercare un dialogo con i dipendenti, l’azienda ha messo in campo due strumenti: un’indagine sul benessere organizzativo, filtrata attraverso la compilazione di un questionario anonimo, e l’istituzione di uno sportello d’ascolto basato sul supporto psicologico e rivolto a tutto il personale ospedaliero.

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