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‘LightCare’, la lampada intelligente
per i bambini ricoverati in ospedale

RICERCA - C'è anche una 29enne osimana, Sara Falasconi, nel team dei tre ingegneri che ha vinto il premio Innovazione dell'Associazione italiana ingegneri clinici nell’ambito del XVII Convegno Nazionale Aiic di Genova
martedì 11 Aprile 2017 - Ore 20:15
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I tre ingegneri clinici vincitori del premio Aiic: da sinistra Elisa Falistocco, Davide Ursetta e Sara Falasconi

Hanno inventato una lampada intelligente, ‘LightCare’, che utilizza la tecnologia Li-fi al posto del Wi-fi, per fornire contenuti multimediali a bambini ricoverati in ospedale. E con questo progetto, elaborato in 12 mesi, hanno vinto a Genova il premio Innovazione dell’Associazione italiana ingegneri clinici nell’ambito del XVII Convegno Nazionale Aiic. C’è anche un’osimana, Sara Falasconi, tra i tre ingegneri, ricercatori di domotica, che hanno lavorato in team per creare ‘LightCare’ e che si sono portati a casa il riconoscimento sabato 8 aprile.

Al Premio Innovazione Aiic hanno partecipato sessanta giovani progetti, dei quali solo tre ammessi alla rosa finale. I vincitori beneficeranno di un assegno di 5000 euro a vantaggio di start-up nell’ambito dell’ingegneria clinica. La 29enne osimana, laureata in Ingegneria civile alla Politecnica delle Marche, ed i colleghi 30enni Elisa Falistocco, ingegnere civile di Ancona, e Davide Ursetta, ingegnere biomedico di Catanzaro, si sono formati insieme in un corso post lauream, il progetto Shell, seguito prima l’Università di Ancona Politecnica, poi al Politecnico di Milano e successivamente all’Area Science Park di Trieste. Il loro ‘LightCare’, definito “innovativo, dal valore indiscusso” dal direttore scientifico del premio, Paolo Pari, si fonda sull’evoluta soluzione Li-Fi, acronimo di Light fidelity, ovvero un sistema di flusso ottico in grado di trasmettere contenuti web tramite la luce – sistema sviluppato nel 2011 da Harald Haas, docente dell’Università di Edimburgo. LightCare è una lampada che utilizza questo sistema di trasmissione dedicato ai bambini ospedalizzati per cure di media e lunga durata.

In Italia, ogni anno, più di 1 milione di bambini viene ricoverato e l’esperienza psicologica dell’ospedalizzazione giovanile risulta, da diversi studi, un vero e proprio trauma. Molto spesso i bambini, per superare il disagio psicologico, passano il tempo a giocare con smartphone o tablet. Ma questi dispositivi connessi alla rete sono una vera e propria sorgente di campo elettromagnetico che espone il bambino a possibili rischi e in alcuni reparti può creare interferenze con i dispositivi medici. LightCare usa la tecnologia Li-fi (light fidelity) che, a differenza del Wi-fi, non impiega campi elettromagnetici a radiofrequenza ma la sola luce.

“Proprio per evitare il ricorso a radiofrequenze, radiazioni e interferenze con i sistemi di cura abbiamo sviluppato Light Care, cioè è una soluzione che utilizza la luce di una innovativa lampada Led intelligente in grado di comunicare, attraverso una piattaforma di gestione di contenuti, a tablet che vengono messi a disposizione dei piccoli pazienti. – raccontano i tre ricercatori – In questo modo i centri di cura possono offrire ai bimbi ricoverati una biblioteca di cartoni animati, di contenuti educativi e di vari contenuti di compagnia, attraverso un flusso che non interferisce in alcun modo con le cure, perché usa la luce già accesa normalmente nelle camere”. La prossima sfida per tutti e tre sarà quello di mettere in produzione il progetto attraverso una start up.

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