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Treni, la tratta Ancona-Roma
gestitata dalla Regione
L’ipotesi lanciata da Sciapichetti

ANCONA - L'assessore ai Trasporti parla della possibilità di aggiungere una coppia di convogli regionali sulla linea in accordo con il ministero. Timori espressi dal consigliere Pd Giancarli sulla riorganizzazione di alcune divisioni di Trenitalia anche nelle Marche. L'azienda: "Garantiti servizi e livelli occupazionali"
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La stazione di Ancona

 

 

Treni più moderni sulla linea e la possibilità per la Regione di gestire in modo autonomo la tratta Ancona Roma. Sono queste le due ipotesi in campo per migliorare il collegamenti tra le Marche e la capitale lanciate oggi in Consiglio regionale dall’assessore ai trasporti, Angelo Sciapichetti. «L’assessorato – spiega Sciapichetti – sta lavorando per il miglioramento della linea Roma-Ancona, mediante la messa in esercizio di materiale rotabile più moderno, sebbene tale linea non rientri nel nostro contratto di servizio regionale. Si sta valuntando – aggiunge – anche la possibilità di richiedere al ministero l’autonoma gestione di tale tratta, almeno con una doppia coppia di treni regionali, previo trasferimento delle relative risorse». Soppressione di convogli veloci, problemi alla linea ed alle vetture negli anni hanno reso sempre più complicato il collegamento ferroviaria tra il capoluogo di regione e la città capitolina, nonostante la tratta sia tra le più frequentate. A portare in aula il tema trsporto ferroviario il consigliere Enzo Giancarli (Pd) con un’interrogazione sulla riorganizzazione di alcune divisioni di Trenitalia che riguarderebbe anche le Marche, in particolare per quanto riguarda la divisione Freccia Bianca. Quest’ultima, precisa Sciapichetti «riguarda servizi a mercato, al di fuori del contratto stipulato tra Trenitalia e Regione Marche per quanto per il trasporto locale, per il cui svolgimento l’azienda ferroviaria opera in regime totalmente privatistico di libera impresa». Giancarli ha portato nel parlamento regionale la sua preoccupazione. «Siamo di fronte ad una massiccia riorganizzazione aziendale, su questi servizi non voglio vedere i clienti ma i cittadini. Il rischio è la marginalizzazione del territrio. Il sistema dei trasporti marchigiano non può essere solo di transito. Su territorio ci sono persone che usufruiscono di questi servizi e che lavorano in questi sevizi».

Sulla riorganizzazione generale, precisa l’azienda, non sono in pericolo né i posti di lavoro né la qualità dell’offerta del servizio. «Si tratta di un normale riassetto industriale – fa sapere la società – che riguarda gli staff ed i quadri, volta a minimizzare i costi indoti, da cui si prevede che non vi sarà alcun impatto sul servizio per gli utenti marchigiani e neppure nessuna perdita di posti di lavoro, ma una vera rivisitazione dei processi di ricollocazione delle risorse interessate in altre struttu e società del gruppo Fsi». Sulle frequenze, nessun pericolo per la tratta Adriatica dove Trenitalia non ridurrà l’offerta di Freccia Bianca, mentre per gli eventuali incrementi o meno sulla stratta Roma-Ancona vengono fatte valutazioni si sostenibilità economica. Così rende noto la divisione regionale di Trenitalia, interpellata dall’assessore ai Trasporti.

Confermate dal gruppo Ferrovie le strategie politiche e tecniche per l’integrazione di porto, aeroporto, interporto e stazione di Ancona. «Tanto le collaborazioni con Rfi per il completamento della stazione merci a Jesi quanto gli accordi con l’Autorità portuale e la recente legge per il salvataggio del Sanzio – riprende Sciapichetti -, vanno nella direzione di ristabilire una maggiore integrazione e sinergia tra le quattro realtà sia per il trasporto merci, ma soprattutto per il trasporto di persone».

(A. C.)

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