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Palpeggiava le donne sul bus,
condannato l’80enne
“maniaco del Cerretano”

CASTELFIDARDO – Il pensionato è stato riconosciuto colpevole di molestie abituali sul pullman verso Ancona. E’ ai domiciliari
mercoledì 19 Aprile 2017 - Ore 19:37
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Tribunale di Ancona

 

di Federica Serfilippi

Si accostava alle donne sedute sul bus e la palpeggiava nelle parti intime: nonnino molestatore condannato a un anno e dieci mesi di reclusione. È questa la pena inflitta oggi dal collegio penale a un abruzzese di 80 anni residente a Castelfidardo, conosciuto come “il maniaco del Cerretano”. Il pm aveva chiesto una pena di tre anni. L’anziano, ai domiciliari da sei mesi, tra il settembre e l’ottobre dello scorso anno si sarebbe scatenato sui pullman della tratta Ancona-Castelfidardo, della quale era diventato un cliente abituale. Tre le vittime accertate: due ragazze di 21 e 24 anni e una donna di 50, passeggere ordinarie della linea frequentata dal pensionato. Le molestate non hanno voluto costituirsi parte civile al processo, ma solo salite sul banco dei testimoni per raccontare l’incubo vissuto durante i viaggi in bus. Le giornate del pensionato, ex proprietario di una concessionaria d’auto, erano una uguale all’altra. Alla mattina, usciva dalla sua abitazione per prendere il mezzo pubblico diretto nel capoluogo dorico. Qui, trascorreva qualche ora e poi decideva di tornare a casa. Alle 18.30 la partenza del pullman dal terminal. Dopo qualche fermata, e soprattutto quando il mezzo era semivuoto, avrebbe dato sfogo ai suoi raptus sessuali. Da quanto emerso, si sedeva accanto alla vittima prescelta e poi allungava le mani dove capitava. Sul lato b, sulle cosce e sul seno. Un impulso irrefrenabile che non sarebbe stato capace di controllare. «Io sono stata palpeggiata in più occasioni, dato che prendevo il pullman due volte alla settimana, proprio nell’orario in cui saliva anche lui» ha raccontato la 50enne in udienza. Le toccatine dell’80enne non sarebbero state delle innocenti strusciate, quanto delle palpate piene d’ardore. «Non riesco a trattenermi quando le donne accavallano le gambe» avrebbe detto ai carabinieri arrivati a casa del nonnino nell’ottobre 2016 per notificargli il provvedimento degli arresti domiciliari emesso dal gip dopo le denunce delle tre vittime e le indagini portate avanti dai militari della stazione locale. Il pensionato, difeso dall’avvocato Domenico Liso, ha sempre minimizzato le contestazioni. Dovrà però rimanere ancora relegato tra le quattro mura domestiche.

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