facebook rss

Bilancio consuntivo al voto,
M5S: “Città più povera”

ANCONA – Martedì mattina al voto del Consiglio comunale c'è il rendiconto del 2016. La consigliera M5S Maria Ausilia Gambacorta attacca: “Debiti non pagati e crediti non riscossi sono l'artificio contabile per reggere l'equilibrio, mentre non vengono date soluzioni”
lunedì 22 Mag 2017 - Ore 18:26
Print Friendly, PDF & Email

 

Appuntamento a Palazzo degli Anziani alle 9.30 per il voto del Consiglio comunale del bilancio consuntivo 2016. Manovra in arrivo con quasi un mese di ritardo sulla scadenza del 30 aprile imposta dalla legge, un ritardo che ha provocato lo stop ai trasferimenti dei finanziamenti statali e il blocco delle assunzioni (leggi la denuncia del capogruppo Sel Francesco Rubini). Dall’opposizione arriva anche l’affondo del gruppo M5S. La consigliera Maria Ausilia Gambacorta ricorda che il conto consuntivo rappresenta quanto è stato fatto nell’anno precedente. “Il rendiconto 2016 del Comune di Ancona rappresenta l’immagine di una città impoverita , incapace di trovare le soluzioni per valorizzare quelle vitalità presenti, nonostante la politica, nelle sue diverse realtà economiche, imprenditoriali, sociali, culturali e artistiche” commenta Gambacorta. “Un bilancio scoraggiante e depressivo dove all’incapacità dell’attuale giunta si aggiungono i gravi errori e gli sprechi degli anni precedenti. Su tutti l’esempio dell’acquisto della ex Angelini voluto per favorire interessi diversi da quelli degli anconetani. Questa amministrazione e le precedenti non sono stati capaci neppure di incassare quanto dovuto, così 45 milioni sono stati dichiarati crediti inesigibili, quelli per intenderci che hanno fatto fallire le banche, e noi anconetani pagheremo circa un milione e mezzo di euro in più all’anno perché il buco di bilancio è stato spalmato in 30 anni – commenta la consigliera -. Con i 10 milioni di mutui contratti negli ultimi due anni gli oneri e gli interessi passivi sono arrivati a 100 milioni, il doppio rispetto al 2015, in compenso le multe sono passate da 4,3 milioni nel 2015 a 5,7 milioni nel 2016, anche se il comune riesce a incassarne solo la metà. Questo rendiconto si regge su un equilibrio raggiunto con artifici contabili di debiti non pagati e crediti non riscossi mentre diventiamo sempre più poveri e le entrate tributarie si riducono ogni anno di più. L’incapacità di amministrare, si evidenzia soprattutto in un periodo di lunga crisi. Il progressivo degrado del decoro urbano e la riduzione insopportabile della qualità della vita hanno portato gli anconetani al livello più basso dal dopoguerra ad oggi”.

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X