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Tassa rifiuti: il fallimento differenziata
costa 220mila euro in più all’anno

ANCONA – Il mancato raggiungimento del 65% della raccolta costa una penalità di 10 euro per ogni tonnellata di immondizia. “Sono circa tre euro a famiglia, l’1,1% del totale della tassa” commenta l’assessore Fabio Fiorillo. Approvato dal Consiglio il bilancio consuntivo. Per un errore dei computer, erano “spariti” dai conti 11 milioni
martedì 23 Maggio 2017 - Ore 13:58
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di Emanuele Garofalo

Tassa rifiuti e mancate riscossioni degli affitti, l’opposizione va all’attacco degli sprechi del bilancio consuntivo. Una manovra difesa invece dall’assessore alle finanze Fabio Fiorillo, secondo cui nel 2016 sono stati ridotti i debiti e aumentati gli investimenti. Approvato il rendiconto dal Consiglio comunale, è stata battaglia sulle cifre, con qualche “svarione” anche dei computer: per un errore del software, dal bilancio erano spariti 11 milioni di euro. La Ragioneria se ne è accorta solo ieri, controllando le somme con la calcolatrice: è stato presentato all’ultimo minuto l’emendamento per correggere il “buco” virtuale alla voce “totale passivi”. Invece di 66 milioni ne erano segnati 55. Il consigliere Fi Daniele Berardinelli ha chiesto conto della raccolta differenziata e quale penalità paga Ancona per non aver raggiunto gli obiettivi di legge.

Il Consiglio comunale, foto d’archivio

“Siamo circa al 60,5% di raccolta differenziata. Significa che paghiamo 24 euro per ogni tonnellata di indifferenziata conferita in discarica. Se avessimo superato l’obiettivo di legge del 65% di raccolta, avremmo pagato 14 euro a tonnellata” ha replicato l’assessore alle Finanze Fiorillo. Quindi 10 euro in più, moltiplicati per le 22 mila tonnellate di rifiuti all’anno fanno circa 220 mila euro di costo extra. Sempre pagato dai cittadini con la Tari. Poca cosa, secondo l’assessore, rispetto al costo totale di oltre 20 milioni del servizio rifiuti. “E’ l’1,1% in più di Tari. Per un contribuente di fascia alta, che in media paga 300 euro all’anno, sono 3 euro in più” sottolinea Fiorillo. “E’ una indecenza, multare con 163 euro chi sbaglia a gettare due fogli di carta nell’indifferenziata e sprecare 220mila euro all’anno” ha replicato Berardinelli. Il consigliere M5S Maria Ausilia Gambacorta si è concentrato invece sulla riscossione degli affitti: 1,2 milioni di euro quelli accertati dal patrimonio, solo 829 mila euro effettivamente incassati, con una percentuale di mancata riscossione del 34%. In quel mezzo milione di mancata riscossione c’è di tutto: associazioni che utilizzano i locali del Comune senza nemmeno un contratto, chi ritiene di essere in credito con il Comune per aver eseguito i lavori di manutenzione, chi semplicemente è moroso perché non riesce a pagare l’affitto. L’assessore al patrimonio Paolo Manarini ha assicurato che le occupazioni abusive di case e locali sono meno di una decina. “Ci sono associazioni che rappresentano comunque una risorsa, ma che riteniamo non possano utilizzare gratuitamente i locali comunali” ha spiegato Gambacorta. Nonostante le critiche dell’opposizione, l’assessore alle finanze Fiorillo ha difeso il rendiconto, sottolineando alcuni dati.

L’assessore al Bilancio del Comune di Ancona, Fabio Fiorillo

L’indebitamento complessivo, che passa da circa 112 milioni di euro nel 2015 a 108 milioni di euro nel 2016. Minori spese di funzionamento della macchina comunale e per rimborsi di rate dei mutui che si sono tradotti in maggiori investimenti per le opere pubbliche. “Il 2016 è stato caratterizzato da investimenti realizzati o avviati per un totale di quasi 23 milioni, a cui si aggiungono altri 6 milioni vincolati nell’avanzo per investimenti futuri. Le risorse in entrata a copertura degli investimenti sono state pari a 29 milioni” ha commentato Fiorillo, ricordando che nel 2015 l’ammontare complessivo degli investimenti era pari a 17 milioni.

Il bilancio è arrivato in Consiglio comunale con quasi un mese di ritardo sulla scadenza di legge del 30 aprile che ha provocato il congelamento dei finanziamenti statali e delle assunzioni previste (leggi la denuncia del capogruppo Sel Francesco Rubini). Per il sindaco Mancinelli “niente di drammatico”. “Gli uffici erano sovraccaricati di documentazione, il ritardo non è stato gradevole ma nemmeno gravissimo. Un’assunzione a tempo indeterminato chiede anche 8 mesi, non drammatizziamo un posticipo di 3 settimane” ha risposto Mancinelli al capogruppo Sel Rubini. “Colpisce la calma olimpica del sindaco, con cui ci racconta che è sempre colpa degli uffici” ha replicato Rubini.

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