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Vigili del fuoco sul piede di guerra:
“Non siamo carne da macello”

LA PROTESTA - Il grido d'allarme lanciato da William Berrè, segretario regionale Fns-Cisl: "In questi giorni il governo sta decidendo sul nostro futuro e ancora una volta non ci sono risorse sufficienti. Siamo considerati come un corpo di serie B, non festeggiamo il 2 Giugno"
domenica 28 maggio 2017 - Ore 18:51
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Il recupero di una statua della macerie del sisma

“Siamo veramente al colmo. In questi giorni si sta decidendo il futuro dell’organizzazione dei vigili del fuoco e come al solito le risorse non ci sono per ottenere quello che hanno diritto di ottenere, cioè la pari dignità retributiva e pensionistica alle altre forze dell’ordine”. E’ il grido d’allarme lanciato da William Berrè, segretario regionale della Fns-Cisl,  alla vigilia della modifica di due decreti legge del governo. Per il sindacalista, nonostante i numerosi attestati di stima ricevuti per il grande lavoro svolto durante il sisma, quello dei vigili del fuoco viene ancora considerato un corpo di serie B rispetto agli altri. E il problema è sia a livello nazionale, che regionale.  
“Certamente – spiega Berrè – a livello nazionale, dalle indiscrezioni che sono arrivate e dalla lettura dei documenti preparatori alla modifica del decreto che regolamenta il nostro lavoro, sembrava si fosse riusciti a fare chiarezza per il bene dei cittadini su chi e come deve coordinare i soccorsi, ad esempio, in montagna o nella ricerca di persone scomparse, ma sembra che lo Stato preferisca i volontari al nostro lavoro”.

A livello locale, invece, Berrè punta il dito sul rinnovo dell’accordo quadro tra il dipartimento e la Regione, scaduto l’anno scorso. “L’accordo – aggiunge – permetterebbe alla Regione di convenzionarsi con noi vigili del fuoco ad esempio per il servizio della prevenzione e lotta attiva degli incendi boschivi. Inoltre tra poco più di una settimana abbandoneremo i luoghi del terremoto per volere del nostro dipartimento e la Regione potrebbe convenzionarsi con noi, una volta sottoscritto l’accordo quadro, per garantire alla popolazione un servizio di assistenza e tutela maggiore e quindi più degno”. Tra l’altro Berrè lamenta anche la mancanza del pagamento degli straordinari relativi al lavoro svolto proprio durante il terremoto, e di quelli legati agli interventi negli incendi boschivi dell’anno scorso. Il problema quindi è trovare una soluzione politica in grado di tutelare da una parte il lavoro dei vigili del fuoco, dall’altro di garantire una degna assistenza ai cittadini. E se questa soluzione ancora non è arrivata è “perché prima di tutto siamo troppo divisi al nostro interno – ammette Berrè – lotte fratricide interne sindacali indeboliscono tutti”. Da qui l’appello all’unità “che oggi rilancio anche alla luce della dimostrazione di disinteresse sia del mondo politico che del nostro dipartimento che sembra sordo ed impotente a risolvere problemi operativi. La nostra federazione  – conclude il sindacalista – ha proposto a tutte le organizzazioni sindacali di non festeggiare il 2 Giugno. I vigili del fuoco non dorrebbero festeggiare uno Stato che da un parte li riconosce e dall’altra fa di tutto per screditarli ed evitare di farli crescere verso la massimizzazione della qualità del soccorso e della valorizzazione umana e professionale rispetto ai colleghi delle forze di polizia. Oggi, le nostre lotte sindacali devono ripartire da zero, e possiamo affidarci e fidarci solo di Santa Barbara”.

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