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Centri estivi, i tagli mettono
fuori gioco Ludosport e Uisp
Mascaretti: “Che amarezza”

ANCONA – Gli operatori costretti ad abbandonare dopo 37 anni, al loro posto la cooperativa di Roma Ludus che gestisce tre asili nido. “Tanto rammarico, ma non potevamo fare altrimenti” spiega lo storico animatore delle estati dei ragazzi
venerdì 9 Giugno 2017 - Ore 11:59
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Una iniziativa al Parco del Cardeto, foto d’archivio

 

Una gara d’appalto fatta per chi può garantire, oltre all’animazione, anche il servizio mensa. Impossibile subappaltare e perciò impossibile partecipare per gli storici operatori Ludosport, che dal 1980 hanno intrattenuto e seguito generazioni di ragazzi e bambini durante la chiusura estiva delle scuole. Ecco la novità che ha messo fuori gioco il gruppo di Silvano Mascaretti. Il valore della mensa supera il 30% del totale della gara da 157mila euro, soglia oltre la quale non è possibile subappaltare oppure può intervenire l’autorità anticorruzione. Lo scorso anno il problema non si era posto, perché l’importo della gara era più alto di 24mila euro e la soglia del subappalto non veniva sforata. Il taglio ha messo fuori gioco gli storici operatori. “C’è il rischio di un’azione penale nei nostri confronti, abbiamo interpellato avvocati, commercialisti, ci hanno sconsigliato di partecipare alla gara. Dispiace, ma non possiamo fare altrimenti” spiega Mascaretti. Insieme a Ludosport, fuori anche la Uisp, l’ente di promozione che negli ultimi anni ha gestito i centri estivi dei ragazzi con l’attività sportiva. Il conto è presto fatto: un costo di 5,5 euro a pasto per i 343 bambini previsti che usufruiscono del servizio mensa, per 25 giorni. Totale: oltre 47mila euro. Superiore alla soglia del 30% di 157mila euro. “Ci siamo attivati con la Camst e con altre mense professionali della zona, ma come si fa a garantire primo, secondo, contorno e frutta, più il trasporto e la divisione dei pasti a meno di 5,5 euro il piatto? Solo chi ha la mensa interna ce la può fare” spiega Mascaretti. Al posto di Ludosport dunque ci sarà la coop romana Ludus. Resteranno a piedi i circa 40 operatori che ogni anno impiegava la società di Mascaratti. Comunque pochi rispetto agli “anni d’oro”: fino a 8 anni fa, i centri estivi coinvolgevano circa 1.400 ragazzi, da luglio a settembre, quest’anno i posti disponibili saranno 520 dal 3 luglio al 4 agosto. La prossima settimana il Comune aprirà le iscrizioni alle famiglie. “Abbiamo visto tre generazioni di bambini, abbiamo giocato con i figli di chi veniva ai centri estivi negli anni ’80. Lasciare fa male, c’è tristezza, amarezza” commenta Mascaretti. Gli operatori hanno inviato una lettera, sia alle famiglie, sia alla giunta e al sindaco Mancinelli per spiegare il loro passo indietro. “Stiamo convivendo con emozioni contrastanti: sdegno, rabbia, tristezza, impotenza, voglia di non lasciarsi abbattere, senso di ingiustizia, voglia di rivalsa – si legge nella lettera inviata alle famiglie -. Insomma siamo parecchio scombussolati. I centri estivi del Comune si svolgeranno comunque e si svolgeranno sicuramente con soddisfazione da parte dei genitori e cosa più importante dei bambini e dei ragazzi; ma lasciateci essere un po’ nostalgici, dopo 37 anni di gestione ci piange un po’ il cuore dover abbandonare per un motivo tecnico che siamo impossibilitati a risolvere”.

(E. Ga.)

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