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In manette la banda dell’oro rosso:
colpivano in impianti fotovoltaici (Video)

OPERAZIONE MINIERA - I carabinieri della compagnia di Osimo hanno sgominato una gang di 7 persone. Venivano dal Piemonte. Nella notte ennesimo furto nel Fermano, ma i militari li hanno circondati e arrestati (servizio in aggiornamento)
venerdì 16 Giugno 2017 - Ore 13:46
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Il capitano Raffaele Conforti illustra i dettagli dell'operazione 'Miniera Rossa'

da sinistra il maresciallo Valeriano Mazzocco, il capitano Raffaele Conforti e il luogotenente Luciano Almiento

Sgominata la banda dell’oro rosso, sette persone in manette. I colpi nel Maceratese, Fermano e nell’Anconetano. Ad agire erano rom di etnia sinti che vivono al campo nomadi di Torino e che raggiungevano le Marche, regione che definivano “miniera rossa” per il colore del rame, metallo che era obiettivo delle loro scorribande compiute per lo più in impianti fotovoltaici. I carabinieri della Compagnia di Osimo, unitamente alle stazioni di Numana e Filottrano, con l’aiuto nella fase esecutiva dei militari delle Compagnie di Fermo, Montegiorgio, e Civitanova, hanno concluso stanotte una mirata attività investigativa, l’operazione “Miniera Rossa”. I furti sarebbero avvenuti in diversi Comuni: Camerano, Castelfidardo, Osimo, Agugliano e Sirolo, e nelle province di Macerata e Fermo. I malviventi sono stati intercettati intorno a mezzanotte . Giunti nelle Marche direttamente dal Piemonte, a bordo di due auto, una Opel Zafira con targa bulgara e un autocarro Mercedes Vito con targa francese, i malviventi hanno raggiunto il Comune di Rapagnano (Fermo). Lì hanno colpito al parco fotovoltaico della società agricola “Famal srl” di contrada Campogrande, dove alle ore 3,30 sono entrati e hanno portato via 3mila metri di cavi di rame, per un valore di 150mila euro. I carabinieri però erano sulle loro tracce e poco dopo li hanno circondati e arrestati bloccati dopo un’inseguimento fino al casello dell’A 14 di Civitanova Marche.

Il capitano Conforti con il luogotenente Almiento

In manette sono finiti: Andrei Albu, 33 anni, ritenuto il capo della banda. Daniel Balac, 23 anni, Samar Ionut Caldararu, 22, Acas Caval, 25 anni, Stelica Constantin, 28, Stan Ghita, 37, Marcel Ipsilante, 49. Tutti romeni e residenti a Torino.  Sono stati tutti ristretti nel carcere di Marina del Tronto, ad Ascoli Piceno. Per la banda le Marche erano diventate una vera  e propria cassa continua dove venivano ad ‘estrarre’ rame dai cavi dei parchi fotovoltaici utilizzando furgoni con targa francese e auto con targa bulgara  o romene a seconda delle circostanze. Ogni sortita era studiata fortificata da un’organizzazione molto articolata. Proprio per questo modo di operare ‘mordi e fuggi’ è stato complicato inrercettare la banda. Il commando torinese rubava e poi fuggiva subito con il carico in Piemonte, mentre di solito chi fa razzia di rame cerca subito di smerciarlo sul mercato nero locale. La banda inoltre non aveva paura di essere ripresa dalla telecamere pubbliche mentre transitava sui dievrsi territori comunali, pèertanto utilizzava sempre lo stesso mezzo, un Mercedes. I componenti aveva infatti la consapevolezza che la maggior parte dei Comuni ha installato telecamere pubbliche non ad infrarossi che di notte sono cieche, salvo rari casi.

il maresciallo Mazzocco con il capitano Conforti

Il filo di Arianna per uscire dal labirinto della indagini è stato trovato dai collaboratori del luogotenente Almiento  grazie ai tabulati telefonici. Quando finalmente sono stati individuati i recapiti telefonici utilizzati dai malviventi è stato più semplice monitorare e ricostruire i movimenti dei sette. Il volume d’affari della banda garantito dai bottini e stimato dai carabinieri si aggirerebbe oltre gli 500 mila euro, stando ai furti di oro rosso, già accreditati alla gang romena. Sono nell’ultimo furto il bottino ammonterebbe a 150mila euro.  Prima di riuscire a bloccarli, stanotte, i militari di Osimo in tandem con i colleghi degli altri comandi hanno svolto un lavoro di intellingence. La cella telefonica agganciata dai telefonini della banda copriva infatti un’area molto vasta che comprendeva quasi 6 campi fotovoltaici. Sono stati esaminati tutti i possibili obiettivi e alla fine con un pizzico di fortuna gli uomini del capitano Raffaele Conforti, sono riusciti a individuare il bersaglio della banda, riuscendo ad intercettare i malviventi nel buio più assoluto. E’ seguita una fuga a lampeggianti accesi fino al casello autostradale di Civitanova.

L’indagine è partita con il coordinamento della Procura di Ancona, dopo i furti registrati ai danni di imprese private nella Valmusone, e sta proseguendo ora con la Procura del Tribunale di Macerata. Il pm Micaele Puredda è titolare dell’inchiesta. Sono 7 per ora i furti accredtitati alla banda: 2 sono avvenuti ad Osimo, uno a Castelfidardo, uno in un deposito di Camerano, uno al Coppo di Sirolo, una a Trodica di Morrovalle e quello di stanotte nell’area di Rapagnano. E’ al vaglio anche il colpo sferrato  nel Fermano, a Montegiorgio, due giorni fa, la cui paternità potrebbe essere addebitata allo stesso gruppo. Il primo colpo era stato messo a segno circa 2 mesi fa, alla fine di aprile, ad Osimo in via Molino Basso, seguito da quello in via Cagiata. Determinanti sono state anche le segnalazioni di semplici cittadini ed il contributo dei diversi Comuni che hanno messo a disposizione i filmati delle spycam pubbliche, soprattutto quelle di ultima generazioni, capaci di leggere le targhe.

(Servizio aggiornato alle 15.45)

Stelica Constantin

Stan Ghita

Andrei Albu

Marcel Ipsilante

Daniel Balac

Samar Ionut Caldararu

Acas Caval

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