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Gran finale per Spilla
con The Lumineers (Foto e Video)

ANCONA - Nella Corte della Mole sold out lo spettacolo del gruppo statunitense che ha incantato il pubblico che ha sfidato il caldo sin dal primo pomeriggio per guadagnarsi un posto in prima fila. L'XI edizione si conferma tra le migliori nella storia della rassegna
mercoledì 12 Luglio 2017 - Ore 19:18
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The Lumineers in concerto ad Ancona

La pioggia di coriandoli bianchi sul concerto dei The Lumineers per la chiusura della rassegna Spilla

 

Non poteva esserci performance migliore di quella dei The Lumineers per chiudere l’XI edizione della rassegna Spilla. Voleva essere una di quelle che si ricordano negli anni. E lo sarà. I due nomi di grande richiamo in apertura e chiusura del Festival con Rag’n’Bone Man (leggi l’articolo) ed il gruppo statunitense, uniti alle proposte più sperimentali e ricercate, hanno composto una line up variegata e di successo. Ieri il trionfo con la band nata dall’incontro del chitarrista e cantante Wesley Schultz, il batterista Jeremiah Fraites e la violoncellista Neyla Pekarek. Niente platea, solo posti in piedi alla Corte per lasciarsi rapire dalla musica dei The Luminers. Portati al successo dalla loro “Ho Hey”, colonna

sonora di alcune serie televisive americane e cantata quasi in apertura di concerto in versione unplugged, senza alcuna amplificazione, nemmeno per le voci, che ha trasformato l’esecuzione in un vero e proprio coro con il pubblico.

Un concerto andato giù in un sol boccone. Un’ora e venti minuti di musica volati come i coriandoli bianchi lanciati in cielo dal palco e, come questi, rimasti a volteggiare a lungo nell’aria. Le sonorità delle influenze folk, a tratti malinconiche, hanno emozionato e catturato il pubblico in arrivo anche da fuori città e da fuori regione.

C’è chi è stato in coda dal primo pomeriggio, sotto il sole cocente e l’afa di questi giorni, per guadagnarsi un posto in prima fila di questo attesissimo concerto dell’estate anconetana. Decine di litri d’acqua consumati nell’attesa dell’apertura dei cancelli, testimoniati dalle centinaia di bottigliette vuote abbandonate all’ingresso delle Mole.

Lunghe canne d’organo alle spalle degli artisti a disegnare la scenografia minimale di una spettacolo dal sapore quasi teatrale. L’esplosione ai saluti con uno dei loro brani più amati, “Stubborn love”.

(A. C.)

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