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“La nuova casa di papà”
per vivere e incontrare i figli

ANCONA - Due appartamenti in via Giannelli dedicati agli uomini divorziati e separati tormentati dalla crisi. L'assessore Capogrossi: "Molti genitori in situazioni particolari hanno cambiato il loro status e devono risollevarsi, a volte in condizioni di totale solitudine. L'amministrazione si fa carico di un problema che c'è anche per i padri, con risposte concrete"
mercoledì 26 luglio 2017 - Ore 18:06
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Un momento della presentazione del progetto

 

di Giampaolo Milzi

“Quando torna a casa papà? Dove posso vederlo?”. Domande, poste da bimbi e/o ragazzini, cui spesso non è facile dare una risposta, anche quando il padre in questione, separato o divorziato dalla moglie, appartiene alla categoria dei nuovi soggetti poveri tormentati dal problema di vivere in modo difficile il ruolo genitoriale. Proprio per dare un supporto assistenziale anche di tipo pratico a queste persone, è appena nato ad Ancona il progetto comunale “La nuova casa di papà”, finanziato dalla Cariverona. Un progetto che ruota, appunto, attorno ad una nuova casa, ovvero due appartamenti, in via Giannelli 2, dove possono risiedere quattro uomini reduci da una crisi matrimoniale formalizzata sul piano giuridico, per un periodo che va da un minimo di 6 a un massimo 18 mesi. I due appartamenti, che si affacciano su un pianerottolo unico, si sviluppano su tre camere, e sono dotati di due bagni, oltre che di una cucina e un salotto. Questa “oasi” di co-housing vuol essere uno spazio di vita nuovo all’interno del quale i padri possono abitare e incontrare i propri figli, col supporto di uno staff qualificato. Una equipe multiprofessionale – composta, tra gli altri, dalla mediatrice familiare dottoressa Antonella Ciccarelli, della cooperativa Irs “L’Aurora”, dallo psicoterapeuta Bernardo Gigli e da Matteo Breccia, tutor di riferimento degli appartamenti, questi ultimi due della cooperativa “La Gemma”, capofila del progetto – a disposizione degli ospiti per interventi di colloquio personalizzati in base alle loro specifiche esigenze, per lo più azioni di mediazione, consulenza e sostegno nell’ottica della salvaguardia del diritto di visita della prole, del possibile rafforzamento dei legami familiari, di consulenza, sostegno ed accompagnamento alla bigenitorialità post separazione/divorzio.

COME ACCEDERE AL SERVIZIO – Tre le condizioni di “vulnerabilità”: le difficoltà relative all’area psicologica, relazionale, sociale (aumento dei disturbi psicosomatici, senso di solitudine, depressione, difficoltà nel lavoro); quelle che riguardano la sfera della genitorialità (dopo la separazione, il rapporto coi propri figli può cambiare e anche subire un peggioramento; la prevenzione di disturbi nei minori coinvolti in separazioni conflittuali); oltre che il primario bisogno economico-materiale legato al problema di trovare un nuovo tetto, di accedere ai beni di prima necessità e di far fronte alle ordinarie spese quotidiane (in questo ambito è in via di definizione, tra le altre, una convenzione con la rete di supermercati Simply Sma per buoni pasto ed eventuali scontistiche sui vari prodotti). “La crisi – ha ricordato l’assessore comunale ai Sevizi sociali Emma Capogrossi (presenti, oltre a Ciccarelli e Breccia, anche Simona Cardinaletti, vicepresidente de “La Gemma” – ha colpito in maniera pesante nel tempo molte famiglie e molti genitori in situazioni particolari che hanno cambiato il loro status e devono risollevarsi, a volte in condizioni di totale solitudine. L’Amministrazione si fa carico di un problema che c’è anche per i padri, con risposte concrete”.  Gli uomini interessati al progetto possono contattare un ufficio informativo telefonando al n° 071/2802615, dal lunedì al venerdì in orario 9-13, o scrivendo una e-mail all’indirizzo lacasadipapa@lagemma.org.  Andrea Maramonti, coordinatore del progetto, contatterà il richiedente “co-housing” per fissare un colloquio di conoscenza utile a valutare l’esistenza dei criteri per l’accesso; poi l’ammissione verrà discussa dall’equipe e al padre interessato verrà reso noto l’esito del colloquio. In caso di esito positivo, l’ammissione sarà ufficializzata con l’ingresso effettivo del richiedente nell’appartamento e con la sottoscrizione da parte sua del regolamento interno. Ogni beneficiario dovrà corrispondere una cifra mensile di 200 euro a copertura del costo dell’affitto, delle utenze e dei buoni pasto da spendere nei supermercati convenzionati.

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