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Ospedali riuniti, tempo di bilanci:
numeri da primi della classe
E arrivano due nuovi primari
(foto/video)

ANCONA - Il piano strategico d'azienda è stato rispettato nei primi sei mesi dell'anno: crescono ricoveri e attività chirurgiche, così come gli accessi al pronto soccorso di Torrette e a quello pediatrico. Diminuiscono i tempi d'attesa. Alla guida di Nefrologia Andrea Ranghino, Elisabetta Cerutti dirigerà Rianimazione. Il direttore generale Caporossi: "Solo avendo fiducia nel proprio centro terapeutico, si può avere fiducia di guarire"
mercoledì 2 Agosto 2017 - Ore 19:05
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Gli interventi di Fabrizio Volpini e Michele Caporossi

 

di Simonetta Gebbia 

(foto di Giusy Marinelli)

È tempo di bilanci per gli Ospedali Riuniti di Ancona: confrontando i dati d’attività del primo semestre 2016 con quelli di quest’anno, emergono piacevoli sorprese riguardo il piano strategico dell’azienda, anche questa volta rispettato a dovere — se non superato nelle aspettative. Innanzitutto, si ha un netto miglioramento nella risposta assistenziale ai cittadini in termini di qualità rapportata alla velocità del servizio, con la conseguente lotta contro i lunghi tempi d’attesa.  Una seconda vittoria è rappresentata dalla crescita dell’attività di ricovero e chirurgiche nelle varie discipline di Cardiochirurgia, Chirurgia Maxillo Facciale, Plastica e Urologia, con un aumento tra il 30% e 60%.  Da non dimenticare, poi, il contributo del +10% della diagnostica per immagini, alla cui lista di macchinari — attivi anche il mercoledì e sabato pomeriggio — si aggiungerà una nuova risonanza magnetica a 7 Tesla, che renderà la struttura ospedaliera la prima ed unica a vantare un impianto del genere in tutte le Marche. Per finire, si segnala il picco degli accessi al pronto soccorso di Torrette e al Pronto Soccorso Pediatrico che ha raggiungo rispettivamente il +6% e +3%.

Andrea Ranghino

Ma si annunciano importanti cambiamenti anche in Nefrologia, Dialisi e Trapianto di Reni e Anestesia e Rianimazione dei Trapianti, con a capo gli “ultimi arrivati”, i professionisti delle “Molinette” di Torino, Andrea Ranghino ed Elisabetta Cerutti. Il direttore Ranghino ambisce a realizzare tre obiettivi, in collaborazione con i colleghi dei centri Nefrologici del territorio e dei medici di Medicina Generale. Il primo consiste nell’incremento del numero di trapianti renali sia da donatore deceduto che da donatore vivente; in particolare si vuole incentivate il trapianto da quest’ultimo attraverso una campagna d’informazione curata dal centro nazionale trapianti che ha indicato le Marche come regione pilota del progetto, insieme a Umbria e Puglia. Il secondo obiettivo persegue il potenziamento del trattamento dei pazienti con danno renale acuto ed il terzo la riduzione della percentuale di pazienti con insufficienza renale cronica e necessità di dialisi che si vanno a sommare ogni anno a quelli già in cura.

Elisabetta Cerrutti

 

Anche la direttrice Cerutti non è da meno: oltre ad aumentare la quantità degli interventi, diminuendo invece i tempi d’attesa per la chirurgia oncologica, è intenzionata ad attivare e a riorganizzare aree di cura intermedie pre–esistenti, come ad esempio la zona semintensiva e di risveglio, dove potrebbero concentrarsi in futuro attività pain service per trattare il dolore acuto post–operatorio. Inoltre, la dott.ssa si prefissa di aprire il reparto di Rianimazione sotto suo nome e quelli di tutto il territorio regionale ai familiari dei pazienti, permettendo quindi una terapia più aperta perché “solo avendo fiducia nel proprio centro terapeutico, si può avere fiducia di guarire”, come ha spiegato il direttore generale Michele Caporossi. L’ultimo ad intervenire è stato il rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Sauro Longhi, che ha ribadito la centralità della cooperazione tra la realtà scolastica e quella ospedaliera, considerando che la maggior parte degli specializzandi in Medicina prestano assistenza in tutte le reti sanitarie delle Marche e che, solo giovedì scorso, alla consegna delle lauree in piazza Roma, hanno concluso gli studi 70 neo medici con il massimo dei voti.

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