facebook rss

Sisma, rivivono le opere d’arte salvate:
sei mostre itineranti in un anno

IL PROGETTO - Protocollo d'intesa tra Regione e Mibact: dall'autunno di quest'anno a quello prossimo, esposizioni a Loreto, Fabriano, Macerata, Fermo, Ascoli e Matelica. L'obiettivo è di valorizzare il patrimonio culturale dei territori colpiti dal terremoto e promuovere un rilancio turistico. Il ministero mette sul piatto 300mila euro
giovedì 24 Agosto 2017 - Ore 16:31
Print Friendly, PDF & Email

Recupero di opere d’arte a Ussita

 

Antonio Paolucci

 

Sei mostre dall’autunno del 2017 all’autunno del 2018 per far rivivere le opere d’arte salvate dalla distruzione del terremoto. L’esposizione itinerante partirà da Macerata, che aprirà le danze il 15 settembre, per toccare anche Loreto, Fermo e Ascoli e nel 2018 Fabriano e Matelica, che chiuderanno la serie. È quanto stabilisce il protocollo d’intesa firmato tra Regione e ministero per i Beni culturali. A trasportare le opere saranno, in via del tutto eccezionale, i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, gli stessi che in questi lunghi mesi hanno contribuito al loro salvataggio. Si legge nella delibera: “L’iniziativa è finalizzata alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale dei luoghi colpiti dal sisma ed al rilancio dal punto di vista turistico ed economico. Le mostre avranno lo scopo di valorizzare il patrimonio culturale e di incrementare l’offerta turistica in genere”. Alle mostre i soggetti promotori potranno unire percorsi ed itinerari per valorizzare il patrimonio naturalistico, enogastronomico delle zone di riferimento. A sovrintendere al progetto un comitato di studio presieduto da Antonio Paolucci, già ministro e direttore dei Musei vaticani. La mostra di Macerata si terrà nei musei civici di Palazzo Buonaccorsi, dal 15 settembre al 7 gennaio 2018, con il titolo “Capriccio e natura da Barocci a Gentileschi. Percorsi d’arte e di rinascita”. Seguirà dal 21 settembre all’8 aprile 2018 a Loreto, nel palazzo Apostolico l’esposizione “L’arte che salva. Immagini della predicazione tra Quattro e Settecento”. Altre due mostre previste tra settembre e dicembre 2017 a Fermo, San Filippo con “Rinascimento a Fermo: pittori tra Adriatico e Appennino dal tardogotico a Carlo Crivelli” e Ascoli Piceno, nella pinacoteca civica “Cola dell’Amatrice pittore eccentrico tra Pinturicchio e Raffaello”. Tra marzo e settembre 2018 si svolgeranno le mostre di Fabriano e Matelica. Nella città della carta nell’oratorio San Giovanni è prevista l’esposizione “Orazio Gentileschi caravaggesco errante nelle Marche”, mentre a Matelica “II romanico nelle Marche”.

I carabinieri del Nucleo tutela patrimonio quest’inverno hanno sistemato le opere d’arte provenienti da San Ginesio negli spazi del museo civico di Osimo

Con queste mostre il comitato dei sindaci “ha voluto rendere protagoniste le opere d’arte delle zone colpite nella difficile circostanza attuale, a rifletterne il patrimonio e ad avvicinare ad esso l’interesse del pubblico: una risposta veloce, tenendo conto delle strutture museali agibili – si legge nella delibera della giunta regionale pensando che – oltre agli eventi si dovrebbero organizzare itinerari che portino i visitatori a scoprire anche luoghi più interni e più vicini alle zone colpite. Si tratta del primo passo di una programmazione più estesa, almeno su scala triennale, che, con un progressivo avvicinamento alle zone interne, possa dare slancio a tutto il territorio colpito, anche in relazione alle fasi di ricostruzione”. Il Mibact metterà sul piatto 300mila euro: serviranno a pagare gli allestimenti delle mostre e i cataloghi. Alla Regione spetterà sostenere i costi di promozione e comunicazione. Sono coinvolti nel progetto il Mibact, anche attraverso le strutture centrali competenti, il segretariato regionale, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche e il Polo Museale delle Marche, e l’Anci Marche con i comuni di Ascoli Piceno, Macerata, Fermo, Loreto, Fabriano e Matelica, la Conferenza Episcopale Marchigiana e la Delegazione Pontificia della Santa Casa di Loreto con la Prelatura Territoriale.

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X