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Festa del Mare: Ancona saluta
l’arcivescovo Menichelli Video

CELEBRAZIONI - L'applauso dei fedeli alla fine dell'omelia, strappo alla regola liturgica. Il ricordo del cardinale della messa a Fincantieri durante il Congresso eucaristico. "Il cantiere ora lavora, non credo sia una coincidenza. Ancona lo ricordi e sia grata al suo mare e a Dio"
domenica 3 Settembre 2017 - Ore 16:46
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Il cardinale Menichelli durante l’omelia

 

di Agnese Carnevali

(foto e video di Giusy Marinelli)

Uno strappo all’etichetta della celebrazione eucaristica, con l’applauso esitante dapprima, ma inarrestabile a conclusione dell’omelia che interrompe il consueto svolgersi della messa. È il saluto carico di affetto della città al suo arcivescovo, il cardinale Edoardo Menichelli, nell’occasione della Festa del Mare, l’ultima officiata da Menichelli, ridotta alla sola funzione mattutina al duomo, a causa del maltempo. Cattedrale gremita, le autorità sui primi banchi – il prefetto Antonio D’Acunto, il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Rodolfo Giampieri, il vice sindaco Pierpaolo Sediari, la presidente della Privincia di Ancona, Liana Serrani, Fabio Sturani in rappresentanza della Regione, il comandante della capitaneria di porto, Francesco Saverio Ferrara, il deputato Piergiorgio Carrescia, il presidente dell’associazione Stella Maris, Carlo Mancini – e tanti fedeli, per una delle ricorrenze più sentite della città, ma soprattutto per ascoltare il congedo del cardinale da quella che è stata la sua casa per tredici anni. «Sono lieto di festeggiare questa Eucarestia in un giorno così significativo per Ancona, sposa di questo mare a cui tanto deve anche per la sua attività economica − l’incipit dell’omelia –. Ancona non deve mai dimenticare questo e avere gratitudine verso questo mare e a Dio per questo mare. Sono molto lieto di essere qui perché questa è l’ultima Festa del Mare che condivido con voi». È un monito per il futuro, il messaggio che Menichelli lascia ad Ancona dal pulpito, più che un amarcord dei tempi trascorsi, nello stile che ha contraddistinto il suo impegno in città. «Ci sarà modo di dire» afferma. Eppure un ricordo lo affida alla comunità, prima della benedizione al termine della messa. «Perché Ancona se lo ricordi ancora. Perché non dimentichi». Immagine sintensi dell’invito alla gratitudine della città verso il mare e verso Dio. «Era il 2010/2011 e stavamo organizzando il Congresso eucaristico. A Fincantieri non c’era lavoro. Molti dei nostri fratelli, legittimamente ogni giorno manifestavano − racconta −. Volli che la conclusione del Congresso si svolgesse all’interno del cantiere. Gli operai mi chiesero di poter affiggere sulle mura del duomo la scritta “Il lavoro è dignità” e acconsentii. Alcuni lavoratori riuscirono a salutare papa Benedetto XVI, altri pranzarono con lui ed anche i più duri piansero. Cara Ancona, da quel giorno Fincantieri lavora e da quel che so ha lavoro per molto altro tempo ancora. Che sia solo una coincidenza? Io non credo».

L’OMELIA

Imparare a ringraziare per quello che si ha, per il «Creato, quelli che molti chiamano natura o ambiente» ed in esso, dunque, il mare, al centro della lunga omelia del cardinale. «Liturgia attraverso il Creato, vorrei affidravi questa parola in questa circostanza della Festa del Mare, che ci deve aiutare a dare senso alla nostra vita − afferma Menichelli −. Liturgia come adorazione del mistero di Dio che è presente nelle cose. In questa età contemporanea viviamo una sorta di arroganza iniziale, quella di considerare il Creato come nostra proprietà, invece esso non è di chi lo uso. Anche il mare − prosegue − ci chiede di diventare liturghi, ci chiede l’adorazione anche a chi non è credente. Questo chiedo ad Ancona che è sposa di questo mare di aiutarmi a pregare per chi in questo mare ha trovato riposo, lavoro, ma anche divertimento». Poi il monito a far «riposare e rigenerare il Creato», a frenare «l’ingordigia al consumo» e la bacchettata alla politica perché «si svegli e ponga fine alle ingiustizie legalizzate che vigono in Italia. Il fatto che non si commetta reato non significa che non ci commetta peccato» e l’invito ai fedeli, soprattutto ai più giovani «non conformatevi alla mentalità del vostro tempo, vivete secondo la mentalità di Dio. La mentalità del mondo vi dice di scegliere quello che è comodo, quella di Dio ciò che costa fatica». Le parole risuonano sulla pietra bianca. La folla tituba, ma poi l’applauso irrompe nel silenzio, contrariamente a ciò che impone la regola liturgica.

Don Dino Cecconi, cappellano del porto

È don Dino Cecconi, cappellano del porto, a chiedere ai fedeli di sedersi ancora un attimo prima della benedizione per ringraziare Menichelli «per quello che ha fatto in questi tredici anni. Il suo supporto ed il suo impegno è stato grande per la città, per il mare e per gli uomini di mare. Oggi il tempo non ce l’ha permesso − aggiunge − ma non tralasceremo l’omaggio in mare ai caduti». Possibile, dunque, il rinvio della processione in mare e della festa al porto antico, previste per oggi pomeriggio ed annullate per il maltempo, insieme alla sorpresa organizzata dall’associazione Stella Maris e dal Comune per salutare ufficialmente il cardinale, che potrebbe lasciare Ancona i primi di ottobre per passare il testimone a don Angelo Spina.

 

 

 

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